In Campania si paga di più e si vive peggio. Sulla scorta di tale assunto la Cisl Irpinia Sannio chiama alla mobilitazione anche i cittadini beneventani per richiedere sostanziali modifiche rispetto alle decisioni della Giunta regionale presieduta da Roberto Fico sulla materia dell’addizionale Irpef. L’imposta sul reddito delle persone fisiche non può continuare a viaggiare sui livelli attuali. Su questi temi il segretario generale del sindacato Fernando Vecchione ed il presidente del Comitato Provinciale Inps di Avellino, Raffaele Tangredi, hanno tenuto una conferenza stampa per illustrare i contenuti di questa iniziativa dell’organizzazione sindacale di via Nicola da Monteforte a tutela delle tasche dei cittadini. Un territorio, quello sannita, che, come del resto quello irpino, continua a perdere abitanti, afflitto da gravi fenomeni di denatalità e spopolamento, e caratterizzato dalla fuga non solo dei giovani, ma anche degli anziani che vanno a vivere con i figli al nord per poter trovare quei servizi pubblici e privati che ormai si sono rarefatti specialmente nelle comunità più piccole. Aspetto che merita un’attenzione particolare da parte delle istituzioni che non possono fare più finta di nulla e considerare tutte le aree in cui è suddivisa la Campania come eguali. Occorrono misure speciali di tutela della fasce più deboli della popolazione, dicono alla Cisl. In particolare si richiede l’esenzione totale della tassazione per i percettori di un reddito fino a 15.000 euro, la riduzione del 50% tra 15.000 e 28.000 euro e riduzione del 20% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro. In Campania l’Irpef si paga al 3,33%: tale aliquota è, per Vecchione, inaccettabile. La campagna per modificare tale aliquota è già partita con una raccolta firme il cui obiettivo è quello di far passare una riduzione del peso dell’addizionale IRPEF al fine di ristabilire maggiore equità per i cittadini campani.
“Si tratta di misure – continua Vecchione – che alleggerirebbero concretamente il carico fiscale su lavoratori e pensionati, oggi fortemente penalizzati da un’addizionale regionale più alta rispetto ad altre realtà del Paese”. Poi ha aggiunto: “Si dia una risposta concreta ai cittadini che pagano di più ma spesso ricevono meno servizi. Questa è una battaglia di equità fiscale e sociale”. Quindi il segretario della Cisl ha concluso affermando: “Sia chiaro che non ci fermeremo solo su questa battaglia. Dopo questa fase porteremo avanti ulteriori iniziative a livello regionale”. Il presidente del Comitato Inps Tangredi ha sottolineato: “Siamo in una Provincia tra le più povere d’Italia dove si paga un’addizionale che è la più alta riscontrata a fronte di servizi scarsi. E’ stato già presentato a Fico un memorandum: in quel documento che indicava l’adozione di misure a tutela dei più fragili, tra i 10 punti da affrontare, c’era appunto la questione dell’addizionale Irpef. Ci troviamo in un territorio dove è stato ridotto il numero di impiegati pubblici ed il salario viene principalmente dalle pensioni: infatti i pensionati sono più numerosi delle persone attive. Dobbiamo incidere per ridurre il costo dell’addizionale Irpef”.
Tangredi ha sottolineato: “Ci troviamo in un territorio dove è stato ridotto il numero di impiegati pubblici, il salario viene dalle pensioni più che dai lavoratori in attività. Dobbiamo incidere per ridurre il costo dell’addizionale Irpef“.




















