Arriva il verdetto nel processo alla “mamma pusher”. Il collegio del Tribunale di Benevento ha condannato a tre anni di reclusione la 47enne sannita finita a giudizio per aver tentato di introdurre droga nel carcere di Ariano Irpino, dove è detenuto il figlio.
La decisione è arrivata al termine del processo celebrato con rito ordinario, scelta dalla stessa imputata, che ha rinunciato a percorsi alternativi. Per i giudici è pienamente provata la responsabilità penale della donna, sorpresa ai controlli mentre cercava di portare all’interno dell’istituto circa 15 grammi di sostanze stupefacenti tra cocaina, hashish e marijuana.
La droga era nascosta in un elastico per capelli, un dettaglio che aveva inizialmente consentito di eludere i controlli visivi ma non quelli più approfonditi. A fermarla furono gli agenti della polizia penitenziaria, con il successivo intervento dell’unità cinofila che fece emergere la presenza dello stupefacente.
Nel corso del procedimento, il pubblico ministero Maria Capitanio aveva ottenuto il giudizio immediato, poi disposto dal giudice Maria Di Carlo. In aula, la difesa dell’avvocato Fabio Ficedolo ha puntato, tra gli altri aspetti, sull’esclusione della recidiva specifica, tesi che è stata accolta dal collegio. Da qui la condanna a tre anni.
Droga in carcere per il figlio: “mamma pusher” condannata a 3 anni
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