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Il Sannio si conferma un territorio strategico per la filiera tabacchicola italiana e un esempio concreto di come la collaborazione tra agricoltura e industria possa tradursi in valore economico e occupazionale.

È questo il tema al centro della terza tappa del Roadshow territoriale promosso da Coldiretti e Philip Morris Italia, che si è tenuta a Napoli per celebrare i quindici anni dell’accordo di filiera e guardare alle prospettive di sviluppo del comparto.

I numeri della provincia, che si sommano a quelli della regione, restituiscono la rilevanza della filiera per l’economia locale: oltre il 30% della produzione tabacchicola locale viene acquistato ogni anno nell’ambito dell’accordo tra Coldiretti e Philip Morris Italia.

Secondo le stime degli impatti diretti, indiretti e indotti, questa attività genera annualmente 7milioni e 500mila euro di valore e coinvolge oltre 1000 lavoratori e circa 300 aziende, contribuendo alla stabilità delle imprese agricole e dell’indotto.

“La forza di questi accordi – sottolinea Gennarino Masiello Presidente Provinciale e Vicepresidente Nazionale Coldiretti, alla guida di ONT Italia e di UNITAB Europa – risiede nella capacità di generare benefici concreti lungo tutta la filiera e di trasformare gli investimenti in opportunità reali per le comunità.

I risultati raggiunti da noi confermano l’importanza di continuare a investire in innovazione e nello sviluppo delle competenze per affrontare le sfide dei prossimi anni.

La Regione Campania – preconizza – può diventare un vero e proprio laboratorio territoriale e istituzionale, nel quale rafforzare ulteriormente il dialogo tra agricoltori, imprese e istituzioni per valorizzare e promuovere a livello europeo questo modello di filiera.

In questo senso, la collaborazione con Coldiretti e il Ministero dell’Agricoltura continua a dimostrare quanto la sinergia tra industria, istituzioni locali e territorio possa creare valore per il Paese, garantire stabilità economica e costruire nuove opportunità per le generazioni future.

Negli ultimi 15 anni – ricorda – l’accordo di filiera Coldiretti-Philip Morris Italia ha dimostrato che quando l’agricoltura è protagonista delle scelte di filiera si creano condizioni concrete di stabilità, investimento e crescita.

Rinnovato fino al 2034, unico caso nel panorama agricolo italiano, l’accordo in Campania ha un valore straordinario per gli impatti economico-occupazionali che genera e per la capacità di garantire un giusto reddito agli agricoltori.

È un’esperienza che può rappresentare un riferimento utile anche per altri comparti dell’agricoltura italiana, perché mette al centro l’impresa agricola e costruisce valore lungo tutta la filiera”.

“In questo scenario – prosegue – dobbiamo fare in modo che l’evoluzione normativa europea sostenga, e non indebolisca, questo modello virtuoso di filiera”.

La revisione e l’adeguamento delle regole che interessano il settore deve partire da valutazioni di impatto che tengano realmente conto degli effetti su produzione, investimenti, redditività e occupazione.

“L’Europa – conclude – deve difendere le proprie filiere e accompagnarne l’innovazione, non introdurre vincoli che rischiano di rendere meno competitiva la produzione europea e di spostare valore verso operatori extra-UE soggetti a standard sociali e ambientali molto inferiori”.