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Ci sono giorni in cui la vita ti ripaga dei sacrifici e della forza dimostrata di andare avanti sempre e comunque anche quando il futuro sembra buio. È il caso di Matteo Donatiello, classe 2006 di Atripalda che nel giro di poco meno di dieci giorni è rinato attraverso il calcio, lo sport che ama e nel quale spera di ritagliarsi uno spazio importante. Dopo 404 giorni di assenza, trascorsi a lottare fuori dai campi di calcio, Matteo ha rivisto un primo spiraglio di luce lo scorso 4 aprile quando è tornato ad indossare la maglia della Primavera del Benevento nel derby contro la Salernitana. Gioia allo stato puro per lui in primis, per la famiglia e per tutto l’ambiente giallorosso che non lo ha mai lasciato solo un attimo incoraggiandolo a lottare come un leone.

Il calcio, in fondo, è una metafora di vita. Nessuno ti regala nulla, ma se dai tutto te stesso il tempo ti ripaga. Così è stato perché anche nei giorni più difficili, Donatiello non si è mai perso d’animo avendo davanti un solo obiettivo: tornare in campo. Ieri sera il centrocampista della Strega ha vissuto la classica sera da raccontare un giorno ai nipoti perché l’esordio in C non è certo qualcosa che accade tutti i giorni. Floro Flores lo ha gettato nella mischia al 28esimo del secondo tempo e Donatiello è entrato subito nel vivo del gioco con una sana sfrontatezza. Di lui ne ha parlato anche il tecnico in sala stampa: “Lo volevo – ha detto – allenare in Primavera, ma ha avuto un problema e non è stato possibile. Nella vita lui ha già vinto e questo debutto è un nuovo successo. Viene da un momento difficile che sono sicuro lo renderà ancora più forte caratterialmente. Meritava l’esordio perché è un calciatore straordinario”.

Dopo il ritorno in campo contro la Salernitana attraverso Instagram Donatiello aveva spiegato con queste parole quello che provava: “04/04/2026. 404 giorni dopo. Una data che tatuo indelebile sul cuore, oggi torno a vivere per ciò che amo, con la pelle d’oca, fiero di me, lasciando finalmente alle spalle il passato. L’amore verso qualcosa ti porta ad affrontare le difficoltà come se fossero sfide e questo sport è stato il motivo che ha alimentato la mia forza giorno dopo giorno, permettendomi di essere qui oggi, di nuovo sul campo, di nuovo felice. Il duro lavoro ripaga sempre, magari non oggi, non domani, ma chi persevera nel tempo, prima o poi otterrà. ringrazio La mia famiglia, gli amici e soprattutto la società per l’affetto e la vicinanza dimostrata in questo ultimo anno”. 

In casa Donatiello il pallone, grande o più piccolo, è di casa perché suo fratello Simone, laterale classe 2007, è uno dei profili più interessanti in prospettiva futura della Sandro Abate, squadra che milita nella massima serie di futsal.

Fonte foto profilo Instagram Matteo Donatiello