Gongola a fine gara mister Floro Flores dopo il fondamentale blitz del Benevento a Potenza (LEGGI QUI). Contro un avversario che non aveva mai perso in casa, i giallorossi hanno cambiato marcia nella ripresa sfoderando una prestazione perfetta sotto tutti i punti di vista. Queste le parole di Floro Flores in sala stampa.
PROVA – “Nel primo tempo abbiamo avuto anche noi un paio di occasioni. Era una gara che temevo. Loro hanno un grande allenatore. Il Potenza ha calciatori di caratura importante. Auguro ai lucani di vincere la Coppa Italia perché hanno una rosa importante. Nella ripresa i miei ragazzi sono scesi con qualcosa di diverso. Sono contento di non aver subito gol. Venire qua e non prendere gol mi fa essere davvero contento. Questa è stata la vittoria più bella”.
SEGNALE – “Ci sono nove finali. È lunga. Giovedì? Pensiamo partita per partita. Inutile soffermarci sugli altri se non vinci. Dietro abbiamo una squadra importante come il Catania”.
MAITA – “Dovevo scegliere o lui o Prisco. Maita è il capitano, Talia si è allenato molto bene. Avevo già deciso di farlo giocare a prescindere dai diffidati. Bravo anche Della Morte. Lo ringrazio, lui come tutti i miei calciatori che mi stanno facendo vivere un sogno. Tutti entrano al massimo. Posso fare solo i complimenti a tutti. Non ho calciatori. Ho grandi uomini”.
DELLA MORTE – “In allenamento vedo tutti che hanno fame. Della Morte se lo è meritato di giocare. Nessuno rimarrà indietro. Chi sta meglio gioca”.
TUMMINELLO – “Il suo problema è stato caratteriale e per i tanti infortuni. Lui poteva stare in altre categorie. Tumminello come altri si sono accorti tardi di quanto erano forti. Se hai una squadra di uomini puoi dormire serenamente”.
RIPRESA – “Tutti hanno fatto una grandissima ripresa. Avevamo davanti un Potenza molto forte. La squadra ha dimostrato grandissima maturità”.
FLORO FLORES VALORE AGGIUNTO – “Il calcio si evolve. Bisogna aggiornarsi ogni giorno in panchina. Il presidente lo reputo una persona folle con la scelta che ha fatto. Mettere un giovane che non aveva mai allenato a certi livelli sulla panchina ci voleva coraggio. Ma non mi meraviglio per come è Vigorito. Ci parlo spesso, con il presidente c’è un rapporto di grande stima. Gli sarò debitore per tutta la vita. Io sono subentrato in una squadra che vinceva e proponeva un bel calcio. Meriti miei? Lo ripeto: ringrazio il gruppo che si è messo a completa disposizione”.




















