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Fissata la data del voto al 26 luglio, la corsa per la presidenza della Provincia di Benevento entra nel vivo. E se sul fronte mastelliano la strada sembra già tracciata, con Nino Lombardi destinato a cercare l’ennesima riconferma alla Rocca dei Rettori, è nel centrodestra che si registrano le maggiori fibrillazioni.

Uno scenario che, a dire il vero, non rappresenta una novità. Già in occasione dell’ultima elezione del Consiglio provinciale, i partiti della coalizione avevano mostrato più di una difficoltà nel trovare una sintesi comune. Oggi il copione rischia di ripetersi.

A tenere banco è soprattutto la posizione di Forza Italia. O meglio, di una parte del partito. L’area che fa riferimento direttamente al deputato Francesco Maria Rubano starebbe infatti valutando un sostanziale disimpegno rispetto all’ipotesi di presentare un candidato alternativo a Nino Lombardi, lasciando di fatto campo libero al presidente uscente sostenuto dall’area mastelliana.

Una posizione che avrebbe già provocato tensioni nell’ultimo confronto tra i vertici delle forze politiche del centrodestra. Alla base dello strappo ci sarebbero ancora le scorie delle elezioni provinciali precedenti. Rubano non sembra intenzionato a riaprire un dialogo politico con la Lega e con il gruppo che fa riferimento a Luigi Barone e Domenico Parisi dopo quello che, negli ambienti azzurri, continua ad essere considerato uno “sgarro” consumato proprio durante la competizione per il rinnovo del Consiglio provinciale.

Nel frattempo Fratelli d’Italia e Lega provano comunque a tenere in piedi il progetto di una candidatura unitaria. Sul tavolo resta il nome di Carmine Agostinelli, sindaco di San Bartolomeo in Galdo, considerato da molti il profilo più spendibile per tentare di allargare il consenso oltre i confini tradizionali della coalizione.

Ma la partita è tutt’altro che chiusa. Nelle ultime ore prende quota anche l’ipotesi di una candidatura civica, una figura amministrativa capace di raccogliere il sostegno non solo di Fratelli d’Italia e Lega, ma anche di quella parte di amministratori vicini a Forza Italia che non sembrano intenzionati a seguire fino in fondo la linea del deputato azzurro.

Sul versante opposto, il Partito Democratico osserva e aspetta. I democratici stanno cercando di capire se esistano le condizioni per ricostruire un’intesa con Avanti-PSI, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle dopo le tensioni emerse negli ultimi mesi. L’obiettivo sarebbe quello di presentare una candidatura unitaria alla presidenza, anche simbolica, per marcare un perimetro politico alternativo sia all’area mastelliana sia al centrodestra.

Più che la conquista della Rocca, oggi fuori portata nei numeri, il vero obiettivo del centrosinistra sembra essere la costruzione di un laboratorio politico in vista delle prossime amministrative del capoluogo. Un percorso che guarda già al 2027 e alla sfida per Palazzo Mosti.

Per il momento, però, l’unica certezza è che mentre Lombardi appare avviato verso una corsa senza particolari ostacoli, nel centrodestra continua a regnare la confusione. E a meno di un mese dal voto, non è esattamente un dettaglio.