Va definendosi sempre più quella che sarà la sfida alle prossime elezioni provinciali per l’elezione del presidente della Provincia di Benevento. Sarà un testa a testa tra Nino Lombardi, sindaco di Faicchio e presidente uscente, e Claudio Cataudo, sindaco di Ceppaloni e vicesegretario provinciale di Forza Italia.
Lombardi, uomo di spicco di Noi di Centro, potrà contare sul “campo largo”. Nella riunione interpartitica organizzata dal PD, il presidente uscente ha incassato il sostegno di buona parte dei dem — con Antonella Pepe in prima fila e la stessa segretaria provinciale Filomena Marcantonio mostratasi molto aperta al dialogo — oltre a quello di M5S e Avanti-PSI. Più tiepido, invece, Carmine Valentino: l’ex sindaco di Sant’Agata de’ Goti, oggi consigliere provinciale, ha sì manifestato assenso verso una convergenza unitaria su Lombardi, ma stando alle indiscrezioni raccolte si tratterebbe solo di una mossa strategica, per poi muoversi diversamente nelle urne e servire la vendetta a Mastella dopo la débâcle delle comunali saticulane di maggio.
Sull’altro fronte, Claudio Cataudo ha ricevuto il via libera di Fratelli d’Italia e Lega: i due partiti del centrodestra sono già impegnati nella raccolta firme per la presentazione della candidatura. Su Cataudo punterebbe anche un nutrito gruppo di amministratori di Forza Italia, nonostante il deputato e leader del partito nel Sannio, Francesco Maria Rubano, avrebbe dato indicazione di non sottoscrivere la candidatura.
Ed è proprio qui il tema caldo: la posizione di Forza Italia, in questa tornata, resta piuttosto ambigua. Dopo l’apertura a un voto libero — e quindi a un sostegno a Lombardi sotto mentite spoglie — una parte del partito potrebbe ritrovarsi a sostenere il candidato del “campo largo” insieme a Noi di Centro, Pd, M5S e Avanti-PSI. In pratica, gran parte della maggioranza di governo regionale. Uno scenario che creerebbe non poco imbarazzo a Fernando Errico, all’opposizione di Roberto Fico in consiglio regionale.
Altrettanto difficile da decifrare la posizione del Partito Democratico. Se sul piano provinciale i dem hanno sempre mostrato disponibilità al dialogo fin dall’elezione di Carmine Valentino — che pure risulta a oggi il consigliere più assenteista da quando è stato eletto, con oltre il 75% di assenze — resta in forte discussione il sostegno dei consiglieri comunali di Benevento città. Da Farese a De Longis la linea è sempre stata chiara: opposizione intransigente al governo mastelliano. E, stando alle indiscrezioni raccolte, se il Pd non dovesse presentare una propria candidatura, i cinque del gruppo a Palazzo Mosti potrebbero optare per il “non voto” o, nell’ipotesi più estrema, arrivare persino a sostenere Cataudo, andando a consolidare quello che sarebbe il “campo giusto”.
Sullo sfondo restano le posizioni di Civico 22 e AVS, comunque poco influenti per la determinazione dei ‘campi’. Pur presente al tavolo di coalizione, AVS non sarebbe disposta a sostenere il candidato del campo largo, orientandosi probabilmente verso il non voto. Difficilmente immaginabile, d’altra parte, un appoggio al candidato di centrodestra: in quel caso il voto sarebbe palese, dato che Giovanna Megna, una delle massime espressioni del partito nel Sannio e consigliere comunale a Benevento, vota in fascia ponderata, con preferenze di fatto “schedate”.
In conclusione, potremmo ritrovarci a raccontare una sfida dai contorni ancora incerti. Da una parte il “campo largo” — o, se si preferisce, ‘Forza Noi di Centro Democratici’; dall’altra il “campo giusto” o più semplicisticamente ‘Unione dei moderati e degli anti-mastelliani’.




















