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Il “Qui Si Sana”, uno dei luoghi più misteriosi e suggestivi della città, dove storia, memoria popolare e leggende si sono intrecciate per generazioni, è oggi protagonista di un progetto fotografico, cinematografico e tecnologico completamente nuovo firmato da Giovanni Di Dio, noto fotografo sannita. Un viaggio visivo nel quale la tecnologia diventa uno strumento per raccontare la memoria di un luogo e permettere alle persone di scoprirlo e, in futuro, di poterlo addirittura rivivere interagendo virtualmente.

Il progetto nasce grazie alla gentile concessione del proprietario, Ludovico Vessichelli, che ha scelto di sposare questa particolare iniziativa, permettendo che il “Qui Si Sana” potesse essere raccontato attraverso uno sguardo contemporaneo, capace di unire la memoria del luogo alle nuove tecnologie. Il risultato è oggi disponibile al pubblico attraverso il video ufficiale e il servizio fotografico, pubblicati sulle pagine social ufficiali del fotografo “DI DIO PHOTO AGENCY”, su Instagram e Facebook. A dare un importante contributo artistico al progetto è stata Annarita Grimaldi, nota make-up artist sannita, conosciutissima a Benevento e apprezzata per il suo talento innato, la sua creatività e la sua capacità di trasformare ogni volto in un’espressione autentica di bellezza e arte. Il progetto ha inoltre visto la collaborazione dell’agenzia di moda “Carpe Diem Agency” di Domenico Gallo, insieme alla professionista Rosyta Rispoli, che con le sue movenze, la sua espressività e la sua presenza scenica ha saputo interpretare gli spazi del “Qui Si Sana”, diventando parte integrante della narrazione.

UN VIAGGIO TRA STORIA, ARTE E TECNOLOGIA

Per raccontare il “Qui Si Sana” sono state utilizzate diverse tecnologie di ripresa.

Il drone acrobatico FPV ha permesso di realizzare sequenze dinamiche all’interno degli spazi, accompagnando lo spettatore in un viaggio visivo particolarmente immersivo e spettacolare.

Le riprese cinematografiche dal basso e dall’alto sono state invece realizzate attraverso droni e macchine di ultima generazione, offrendo una prospettiva completamente diversa sul palazzo e sul suo rapporto con il territorio di Benevento.

Ma il progetto è andato oltre il tradizionale video fotografico.

Una parte della produzione è stata realizzata attraverso l’ausilio di nuovissimi droni 360°, con l’obiettivo di conservare gli ambienti e permettere di riviverli successivamente attraverso la realtà virtuale e l’utilizzo di un visore, una testimonianza digitale destinata a rimanere nel tempo.

LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA MEMORIA

“Non volevo semplicemente fare un video di un palazzo – spiega Giovanni Di Dio – volevo raccontare ciò che questo luogo trasmette. Le sue stanze, i suoi spazi, la sua atmosfera. Sono sannita e credo che abbiamo un patrimonio enorme sotto gli occhi, ma spesso non ci fermiamo abbastanza a guardarlo. Un buon mix di arte e tecnologia per trasformare la memoria in un’esperienza, un incontro tra passato e futuro. Perché al “Qui Si Sana”…si racconta, si sogna, si vola. E non solo con la fantasia, ma soprattutto con la passione di chi ama raccontare la propria terra”.

N.B:

Per chi non conosce bene la storia del “Qui Si Sana”, un palazzo di oltre 400 anni testimone dell’Unita’ d’Italia , nasce come residenza dei Gesuiti passando da proprieta’ ecclesiastica a scuola materna; da ospedale militare a ospedale psichiatrico.  Poi la proprieta’  passa alla famiglia Capasso-Torre e infine completamente abbandonato ,  avvolgendosi di misteri da cui sono nate tante storie e leggende di ogni genere : di esoterismo, di riti magici, di fantasmi e di energie paranormali.Si racconta ad esempio  che negli anni ‘ 80 fu sottoposto ad opere di recupero e di ristrutturazione e per ben tre volte le impalcature appena finite di montare, la mattina successiva furono trovate inspiegabilmente crollate a terra. Chi, come me ha vissuto negli anni ‘ 70/80 la propria gioventu’ , ricordera’  che in  quel periodo  era in voga, appunto tra i giovani, mettere in mostra il proprio  coraggio visitando quei luoghi nelle ore notturne , raccontando poi storie e sensazioni (perlopiu’  inventate) facendo nascere leggende metropolitane. Negli ultimi anni  il Quisisana e’ stato anche teatro di fatti di cronaca nera, una caduta mortale dal palazzo di un ragazzo ed il suicidio di una donna. 

Nella terra delle streghe , della “Zucculara”della “Manilonga, etc. Il Quisisana fa  anch’esso parte della storia e dei  tanti misteri della nostra Citta’