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“Oggi sulle pagine di la Repubblica è apparsa una lettera di Marina Berlusconi che merita grande attenzione, riflessione, serietà: è un richiamo civile al senso delle istituzioni e alla responsabilità della politica quando si affrontano riforme che riguardano il funzionamento dello Stato. La riforma della giustizia non è una battaglia identitaria, non è un regolamento di conti, non è una contesa tra fazioni. È una questione che riguarda la qualità della nostra democrazia”. Lo dice Francesco Maria Rubano, capogruppo di Forza Italia in commissione Ecomafie, intervenendo a Telese Terme a un evento per il sì.
“Negli ultimi anni – ha proseguito – la fiducia dei cittadini nella giustizia si è progressivamente incrinata”, e “il rischio più grande che abbiamo davanti è l’astensione. Se il dibattito sulla giustizia diventa uno scontro ideologico tra poteri dello Stato, tra politica e magistratura, tra accademia e governo, il risultato è uno solo: le persone comuni smettono di sentirsi coinvolte. Ed è esattamente questo il rischio che dobbiamo evitare. Il compito della politica oggi non è alimentare lo scontro, ma spiegare con chiarezza le ragioni della riforma. Separare le carriere non indebolisce la magistratura: rafforza la terzietà del giudice. Rendere più trasparenti i meccanismi di autogoverno non limita l’autonomia dei magistrati: rafforza la credibilità dell’istituzione”.    “Restituire equilibrio tra accusa e difesa non mette in discussione lo Stato di diritto: lo rende più solido. Se questo referendum verrà percepito come una guerra ideologica tra poteri dello Stato, molti cittadini resteranno a casa. Se invece riusciremo a spiegare nel merito le ragioni della riforma, allora potremo trasformare questo passaggio in un momento di maturazione della nostra democrazia”, ha concluso.