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Un vasto incendio, una nube nera che ha invaso il cielo e che si è spostato nelle zone limitrofe grazie a quel po’ di vento che ogni tanto fa capolino. E questo è bastato per far scattare l’allarme in Valle Caudina dopo il rogo dell’impianto di rifiuti di Airola.

Chiuse le scuole e gli uffici, cittadini invitati a serrarsi dentro casa, cibo vietato all’esterno. Insomma emergenza con la preoccupazione di come può incidere questa nube, intrisa di rifiuti, sulla salute dei cittadini.

I rischi – ha commentato il professore ordinario di Chimica-Fisica presso Unisanio, Giuseppe Grazianodipendono dalle condizioni in cui si sviluppano questi processi di combustione non ben controllati e le temperature.

La reazione può genere prodotti non banali. Si parla di plastica, spesso, in maniera impropria: sono noti i polimeri che la compongono ma a questi vengono aggiunti additivi che possono essere pericolosi.

Inoltre in molti non sanno che usiamo parecchio cloro e, dopo l’incidente di Seveso di 50 anni fa, abbiamo scoperto che i processi di combustione con sostanze vegetali producono diossina in maniera del tutto automatica”.

Aria intrisa e la prima domanda è provare a capire quando questa potrà tornare ‘respirabile’.

Si tratta di molecole pesanti – continua il professor Graziano – che portano a reazioni non banali e che, per gravità o per pioggia, lasceranno l’aria per depositarsi al suolo.

Non è preventivabile capire dove accadrà, l’azione del vento può dare una direzione e far arrivare l’odore di bruciato lì dove non te lo aspetti. Ieri la nube nera era ben visibile da Benevento”.

Non è un periodo buono per il Sannio e per il Benevento tra aria contaminata, biodigestore e schiuma nel fiume: insomma dal punto di vista ambientale le cose non stanno girando nel verso giusto.

Il problema – chiude il docente – è la gestione corretta di queste risorse e la questione delle acque è quella che ha generato maggiori imbarazzi all’Italia.

C’è una presenza di depuratori minimale sul territorio e la gestione non è adeguata, il più delle volte non si controllano gli scarichi.

La depurazione non è un gioco e bisogna capire se sono scarichi urbani o altro e nel secondo caso diventa disastrosa la questione.

Produciamo rifiuti di tutti i tipi e non può essere a costo zero dal punto di vista delle responsabilità: serve un trattamento che rispetti le normative e sia in mano a persone competenti”.