“Sul dissesto del Comune di Benevento è legittimo avere opinioni diverse, ma date, atti e numeri non possono essere letti a convenienza. A distanza di anni rifarei quella scelta: non fu una decisione politica né una scorciatoia, ma un atto di responsabilità imposto dalla situazione finanziaria dell’ente”.
Lo dichiara Maria Carmela Serluca, già assessore alle Finanze del Comune di Benevento, intervenendo sul dibattito di questi giorni. “Quando ci insediammo nel 2016 trovammo una situazione già gravemente compromessa. La Corte dei conti aveva bocciato il primo Piano di riequilibrio il 29 maggio 2014, due anni prima del nostro arrivo e aveva chiesto al comune di dichiarare il dissesto.
Approfittando di una norma, l’ente presentò un nuovo piano che ricalcava le stesse criticità del primo.
Quindi le criticità erano state certificate anni prima del nostro insediamento.
Nel 2016 il Comune presentava un disavanzo tecnico superiore a 39 milioni di euro, circa 29,7 milioni di anticipazioni di liquidità, debiti fuori bilancio, passività potenziali e un’anticipazione di tesoreria che aveva raggiunto circa 17,5 milioni. Questo perché la riscossione era molto bassa e nonostante i tributi e aliquote erano già stati portati ai livelli massimi consentiti prima dell’insediamento dell’amministrazione Mastella, l’ente non aveva la liquidità sufficiente a distenere le spese obbligatoria e doveva continuamente chiedere anticipazioni di cassa”.
“Prima di dichiarare il dissesto verificammo ogni possibile alternativa, compresa la rimodulazione del Piano di riequilibrio. Ma amministrare significa anche assumersi la responsabilità di decisioni difficili quando i numeri non consentono altre strade.
Il dissesto non era evitabile per la situazione che abbiamo trovato!
Chi sostiene il contrario legga integralmente la deliberazione della Corte dei conti del 2014, i Piani di riequilibrio, le relazioni del dirigente finanziario e dei revisori e i dati di bilancio. Le opinioni sono libere, i numeri e gli atti restano”.



















