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La Corte Suprema di Cassazione annulla l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Nicolò Palermo, 19 anni di Benevento, indagato per il tentato omicidio di Gaetano Cusano, 17enne di Vitulano.

La decisione è arrivata dalla Prima Sezione della Suprema Corte, che ha accolto le tesi difensive sostenute dagli avvocati Vittorio Fucci e Francesco Altieri, disponendo l’annullamento del provvedimento cautelare e rinviando per un nuovo esame davanti a una diversa sezione del Tribunale del Riesame di Napoli. Palermo resterà comunque in carcere in attesa del nuovo giudizio.

L’inchiesta riguarda la violenta aggressione avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 ottobre dello scorso anno. Secondo la ricostruzione accusatoria, da Benevento sarebbero partite quattro auto – un’Alfa Romeo Mito, due Fiat Panda e una Grande Punto – con a bordo un gruppo di giovani diretti al locale “Xuè” di Montesarchio, con l’intento di affrontare un gruppo rivale. Giunti sul posto, l’azione sarebbe degenerata in un brutale pestaggio. Due ragazzi sarebbero stati aggrediti e, in particolare, Cusano sarebbe stato colpito ripetutamente con calci e pugni e raggiunto alla testa con una mazza da baseball, riportando gravissime lesioni che lo hanno ridotto in coma.

Agli atti dell’indagine, la posizione di Palermo era stata delineata come quella di colui che avrebbe immobilizzato il 17enne stringendogli le mani al collo con il cosiddetto “metodo dell’incravattamento”, consentendo agli altri di portare avanti l’aggressione. Un quadro accusatorio fondato – secondo gli inquirenti – sull’analisi delle immagini di videosorveglianza, dei tabulati telefonici e sulle dichiarazioni testimoniali.

Oltre a Palermo, nell’inchiesta risultano indagati Antonio Ianaro, Donato D’Agostino e Osvaldo Masone Jr. Ianaro è stato scarcerato lo scorso 13 gennaio ed è attualmente agli arresti domiciliari, mentre Palermo, D’Agostino e Masone Jr. restano detenuti in carcere.

Ora, con l’annullamento disposto dalla Cassazione, la vicenda cautelare torna al vaglio dei giudici del Riesame partenopeo, che dovranno riesaminare la posizione del giovane alla luce delle indicazioni fornite dalla Suprema Corte. Resta ferma, intanto, la gravità delle accuse e il prosieguo del procedimento penale per fare piena luce su quanto accaduto quella notte.