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Il prestigioso scenario di Green Pea ha ospitato ieri il Convegno Nazionale organizzato dal Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatrica dell’Università di Torino.

L’evento si inserisce nel progetto internazionale In-Touch, un network d’eccellenza che unisce 13 istituzioni di 10 paesi (tra cui Polonia, Spagna, Norvegia, Danimarca e Canada) per ridefinire i modelli di cure palliative per i malati di Alzheimer.

​L’Arte che Cura: Il Trionfo della Dance Art Academy
​Protagonista assoluta della giornata è stata la Dance Art Academy, guidata dalla Maestra Valeria Salvatore. Unica realtà del Sud Italia coinvolta in questo palcoscenico globale, l’accademia ha presentato l’intervento artistico “Mi chiamo… o forse no”, un’opera multimediale che ha commosso la platea in presenza e le migliaia di spettatori collegati in streaming mondiale.

Lo Spettacolo: “Mi chiamo… o forse no”
​La performance ha esplorato con crudo lirismo il dramma della perdita d’identità:
​Coreografia e Visione: Valeria Salvatore ha tradotto in movimento il declino cognitivo e la resilienza umana.
​Danza: L’esecuzione intensa della maestra Valeria Salvatore e di Michela Valentino, collaboratrice fondamentale del progetto.

​Narrazione: La voce profonda di Francesco Cotugno, che ha dato corpo allo smarrimento di una mente che svanisce.
​”Abbiamo voluto dare voce all’invisibile,” ha dichiarato la Maestra Valeria, “mostrando la fragilità di chi combatte contro l’oblio e la forza necessaria a chi resta accanto in questo difficile percorso di vita.”
​Un Modello di Cura Centrato sulla Persona
​Il congresso ha ribadito l’importanza di un approccio olistico alla malattia. La responsabile scientifica, Silvia Gonella, ha sottolineato come l’integrazione tra rigore accademico e sensibilità artistica sia la chiave per un nuovo umanesimo nelle cure palliative.
​L’evento segna un traguardo storico per la Dance Art Academy, che si conferma eccellenza territoriale capace di dialogare con le più grandi istituzioni scientifiche internazionali, portando la danza laddove le parole non arrivano più.