Una presunta truffa da 10mila euro ai danni di una donna di 40 anni residente a Borgonovo Val Tidone, nel Piacentino, porta gli investigatori fino nel Sannio. Una 35enne di Melizzano è indagata nell’ambito di un procedimento della Procura della Repubblica di Piacenza e dovrà comparire davanti ai carabinieri della Stazione di Frasso Telesino per essere interrogata. L’inchiesta potrebbe inserirsi in un’indagine molto più ampia su una serie di frodi commesse in diverse zone d’Italia.
La donna, difesa dall’avvocato Massimo Viscusi, è indagata per un’ipotesi di truffa aggravata. L’attività sarà svolta dai carabinieri di Frasso Telesino su delega della Procura di Piacenza e l’interrogatorio è disposto nell’ambito delle indagini coordinate dal pubblico ministero Antonio Colonna.
Secondo l’ipotesi investigativa, la vicenda riguarderebbe una somma di circa 10mila euro sottratta alla vittima attraverso artifici e raggiri. Alla 35enne viene contestato di avere agito in concorso con altri soggetti che, allo stato, non sarebbero ancora stati identificati. Quello relativo alla donna di Borgonovo Val Tidone, tuttavia, sarebbe soltanto uno dei filoni sui quali stanno lavorando gli investigatori. La Procura emiliana starebbe infatti cercando di ricostruire una rete di episodi potenzialmente collegati tra loro e verificando l’eventuale esistenza di un’organizzazione strutturata dedita alle truffe e all’appropriazione di ingenti somme di denaro su scala nazionale. Si tratta, è bene precisarlo, di un’ipotesi investigativa ancora da verificare: gli accertamenti dovranno stabilire eventuali collegamenti tra i diversi episodi, individuare le persone coinvolte e chiarire quale sia stato il ruolo della 35enne sannita, che allo stato è solamente indagata e deve considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
Tra gli aspetti sui quali si concentrerebbero gli accertamenti ci sarebbe anche il possibile utilizzo di copie di documenti di identità e di contatti nei quali gli autori delle presunte truffe si sarebbero presentati come operatori telefonici. Una modalità che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata utilizzata per conquistare la fiducia delle vittime e portare successivamente a termine le operazioni fraudolente. Gli investigatori stanno inoltre verificando la possibile esistenza di una rete ramificata e gli eventuali collegamenti con soggetti operanti nell’area napoletana. Anche su questo punto, tuttavia, saranno gli ulteriori sviluppi dell’inchiesta a stabilire l’effettiva portata del fenomeno e le responsabilità individuali.
Un passaggio importante sarà dunque l’interrogatorio della 35enne di Melizzano, che potrà fornire la propria versione dei fatti e chiarire la propria posizione. I carabinieri di Frasso Telesino svolgeranno l’attività delegata dalla Procura di Piacenza nell’ambito del procedimento che, partito dalla presunta truffa da 10mila euro, potrebbe rappresentare uno dei tasselli di un’indagine decisamente più vasta.



















