Una telefonata da un numero che sembrava quello delle Poste, il timore che il conto corrente fosse in pericolo e un bonifico disposto per mettere al sicuro il denaro. Per quella truffa ai danni di una ragazza di Piacenza era finito sotto accusa un 18enne di Benevento. Il processo si è concluso con l’assoluzione: non è stata raggiunta la prova certa che fosse lui l’autore del raggiro. A pronunciare la sentenza è stato il giudice Ivan Borasi del Tribunale di Piacenza, al termine del giudizio celebrato con rito abbreviato. Il giovane è stato difeso dall’avvocato Massimo Viscusi.
Secondo la ricostruzione alla base dell’accusa, la ragazza era stata contattata telefonicamente attraverso un numero clonato delle Poste. Credendo che il proprio conto fosse esposto a un pericolo, aveva effettuato il bonifico richiesto durante il raggiro. Il punto centrale del processo è stato però l’identificazione di chi avesse commesso il fatto. Gli elementi raccolti non hanno consentito di attribuirlo con certezza al ragazzo beneventano. L’assoluzione è arrivata per mancanza, insufficienza o contraddittorietà della prova della sussistenza del fatto.
Nel procedimento è emersa anche la posizione sostenuta dal giovane, che aveva presentato querela per sostituzione di persona, denunciando di essere stato a sua volta vittima dell’utilizzo della propria identità. Una circostanza distinta dall’esito del processo, che si è chiuso con la sua assoluzione dall’accusa contestata.


















