In Valle Vitulanese è finita la pazienza per un problema che si sta trasformando in disagio costante.
Una strana coincidenza che si trasforma in disagio vero e proprio. Il tutto nella giornata più calda di questa estate da bollino rosso nel Sannio e nel pieno della terza ondata di calore.
Si dice spesso che, col caldo, bisogna idratarsi e bere molto, ma come si fa quando scatta il guasto alle centrali e saltano le tubature in successione annullando del tutto il servizio?
Diventa tutto più complicato anche perchè è senza un preavviso e quindi non si può correre ai ripari.
Ovviamente, e questo va dato atto, un guasto o una rottura non possono avere un preavviso, ciò che fa la differenza è la celerità con la quale si deve risolvere il problema.
Celerità che oggi, in Valle Vitulanese e in una contrada beneventana, non c’è perchè l’acqua manca da una decina di ore ormai. I post della Gesesa che sta monitorando e risolvendo la questione, parlano di irregolarità nell’erogazione.
Dalla Valle, invece, parlano di interruzione completa da tanto tempo.
E torna nuovamente a manifestarsi un disagio per un territorio che, ormai, deve affrontare questo tipo di situazione spesso e (poco) volentieri, così come appare abbastanza costante la comunicazione di Gesesa in merito a tubature e centrali che smettono di fare ciò che dovrebbero fare.
Finita la pazienza per un problema che meriterebbe di essere risolto definitivamente
Una questione che fa emergere un problema antico: strutture vetuste, manutenzione che non ringiovanisce e lavoro su ciò che ormai è andato e da un bel po’ anche.
E’ una costante di ogni estate sannita, l’irregolarità o interruzione e con questo caldo diventa difficile combattere l’afa.
Non c’è molto da scherzare onestamente, c’è solo da risolvere una questione che ormai sta diventando duratura e antipatica.
Tubi vecchi e centrali al collasso al primo vero caldo. Forse è arrivato il tempo di mettersi a un tavolo e risolvere la questione legata a un bene primario, soggetto a pagamenti e che in estate non può essere erogato a singhiozzo.
Ah, e sapete come si combatte il singhiozzo? Con la pazienza?
No, con l’acqua. Appunto.




















