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Federico Paolucci – Segretario provinciale Italia Domani con Marco Rizzo ha inviato una nota di commento  dopo làincontro che si e’ svolto nel pomeriggio di ieri al Museo del Sannio.  Ecco il testo: “Sono stato presente da osservatore esterno all’incontro Viespoli-Del Basso De Caro, e credo sia giusto che esprima qualche riflessione, per il ruolo che ho attualmente e per l’esperienza di partecipazione e che ho avuto negli anni, e non solo come amico di entrambi (più con Viespoli sul piano politico, ma con lo stesso rapporto di stima credo reciproca con Del Basso De Caro). Parto da una riflessione di non poco conto, a mio modesto avviso: già l’annuncio di questo incontro ha scatenato una “rivolta” sui social in senso negativo. Lo ha ammesso lo stesso Del Basso De Caro (umilmente; la parola è mia, perché notoriamente, nonostante la sua cultura indiscussa, non appartiene al lessico di Umberto, al punto che se la trova sullo Zingarelli la cancella con l’Uniposca). Tuttavia, la sala era strapiena. Vale più lo sfogo dei leoni da tastiera o la presenza fisica di chi si muove personalmente per ascoltare circa tre ore di dibattito? Non rispondo ma un’idea ce l’ho. Seconda riflessione: oggettivamente, due grandi interpreti della politica locale (e non solo), si sono presentati alla città per proporre le loro riflessioni. Non come candidati, ma come persone di esperienza che mettono a disposizione il loro “bagaglio” per dare un contributo al dibattito. E ciò non può che essere un elemento positivo. Il sogno della spinta giovanilistica e di costruzione di una nuova classe dirigente, che anche io coltivo e auspico pubblicamente, non può essere concretizzata senza riferimenti di esperienza e di cultura vissuta. I figli e i nipoti non esisterebbero senza i padri e i nonni. Terza riflessione: la lettura giornalistica l’ho trovata leggermente fuorviata e fuorviante (non me ne vogliano gli esponenti della stampa locale, sempre così disponibili ed attenti, perlomeno che ciò che mi riguarda). In realtà, al di là delle indiscrezioni, la strana coppia mi sembra che abbia espresso unitariamente una sola posizione: la critica alla attuale amministrazione. Non ho ascoltato un progetto condiviso rispetto allo schema politico che vogliono perseguire. Del Basso De Caro ha parlato di “coalizione” e, senza lanciare gradimenti mirati sulle persone, ha pronosticato che, se necessario, si potrebbe anche accedere alle primarie sulla scelta del nome del candidato sindaco. Il che è un elemento strutturalmente congeniale al centrosinistra (perché le primarie sono storicamente una metodologia estranea al centrodestra). Dal canto suo, Pasquale Viespoli ha parlato di “bipolarismo gentile”: tradotto dal “viespolese”, idioma sempre intelligente articolato e profondo ma non sempre comprensibile ai più, non credo significhi un bipolarismo tra Mastella e il resto del mondo; significa un bipolarismo che ha un avversario comune (ed in questo del Basso De Caro ha detto la stessa cosa), la gestione del potere come fine esclusivo tipico del mastellismo, ma che riporti la città (e una provincia) ad un bipolarismo politico, chiudendo la parentesi Mastella. Considerazione finale: la sostanza dell’incontro è stata quella di lanciare la pietra nello stagno di un dibattito politico troppo spesso latente in città, ma non l’avvio di un dialogo che porti ad un’alleanza comune tra i sostenitori dell’uno e dell’altro. Se ho capito bene, nessuno dei due ha annunciato o ha in mente una “Grande Coalizione” di tutti contro Mastella. Due sono le cose, quindi: o non ho capito niente io, o – mi dispiace dirlo – non hanno capito niente né Pasquale, né Umberto. Penso che facciano bene a chiarire questa cosa. Perché se dovesse essere corretta la lettura che molti giornali hanno offerto, di un’alleanza di tutti contro Mastella, oltre a non aver capito niente, prendo categoricamente le distanze. Credo sia giusto che dedichino un’appendice al loro convegno: dicano chiaramente e senza giri di parole due cose: se intendono o meno mettere in campo un “pastone” politico unico e se intendono o meno dare solo un contributo di idee e di esperienza o intendono fare i “pupari”. Queste sono le risposte che il convegno non ha dato in maniera chiara e che sono il punto dirimente tra la nobiltà del contributo o la strategia