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La questione della ex centrale nucleare del Garigliano torna al centro del dibattito politico dopo la risposta del Ministero dell’Ambiente sul futuro del sito casertano e nel pieno della discussione nazionale sul possibile rilancio dell’energia nucleare in Italia.

Nelle ultime ore il Ministero guidato da Gilberto Pichetto Fratin ha chiarito che il sito del Garigliano non rientra tra le aree individuate per ospitare il Deposito Nazionale destinato ai rifiuti radioattivi. Un chiarimento accolto con favore da Forza Italia, che parla di una risposta capace di fare definitiva chiarezza su una vicenda che negli anni ha alimentato preoccupazioni e polemiche.

Il segretario regionale degli azzurri Fulvio Martusciello, il deputato Francesco Maria Rubano e il commissario provinciale di Caserta Amelia Forte sottolineano come il pronunciamento del Ministero consenta di riportare il confronto sul terreno dei fatti e delle informazioni ufficiali. Per gli esponenti di Forza Italia la tutela dei territori passa attraverso la trasparenza e la correttezza delle informazioni, evidenziando che il Governo ha escluso il Garigliano dalle ipotesi relative al deposito nazionale.

Di diverso tenore la posizione del Movimento 5 Stelle. Pur prendendo atto del quadro delineato dal Ministero, il consigliere regionale e presidente della Commissione Agricoltura Raffaele Aveta richiama l’attenzione sulle attività di smantellamento della ex centrale e sulla gestione dei materiali radioattivi ancora presenti nel sito.

Aveta ha chiesto la convocazione urgente del Tavolo della Trasparenza, organismo che riunisce istituzioni, enti e rappresentanti del territorio per monitorare l’avanzamento delle operazioni di decommissioning affidate a Sogin. Secondo l’esponente pentastellato, il Tavolo non si riunisce da oltre due anni e occorre garantire aggiornamenti costanti e verificabili sullo stato delle attività in corso.

Il confronto politico si concentra dunque su due aspetti differenti della stessa vicenda. Da un lato Forza Italia evidenzia il chiarimento del Governo, che esclude il Garigliano dalle aree destinate al futuro deposito nazionale delle scorie radioattive. Dall’altro il Movimento 5 Stelle insiste sulla necessità di mantenere alta l’attenzione sul percorso di bonifica e smantellamento dell’impianto, chiedendo maggiore trasparenza e controlli continui.

Sul fondo resta il tema del nucleare, tornato al centro dell’agenda nazionale con le iniziative del Governo per valutare nuove tecnologie e nuove prospettive energetiche. Un dibattito che, inevitabilmente, continua a riaccendere l’attenzione anche sui siti che hanno segnato la storia nucleare italiana, come quello del Garigliano, dove la politica si divide tra rassicurazioni istituzionali e richieste di ulteriori garanzie per il territorio.