Refezione scolastica a Castel Volturno, il Tar Campania (Sezione Ottava) accoglie l’istanza cautelare della società cooperativa New Food: sospesa l’efficacia del provvedimento di aggiudicazione dell’appalto indetto dal Comune. Il contenzioso nasce a seguito della decisione della Commissione Giudicatrice di decurtare 5 punti all’offerta tecnica di New Food (difesa dal legale Mario Caliendo), inizialmente prima in graduatoria. La Stazione Appaltante aveva ritenuto non valida la certificazione per la parità di genere presentata dalla cooperativa, poiché rilasciata dall’ente europeo Bqc (accreditato dall’Ente Nazionale Greco Esyd). In sede di gara, la documentazione era stata considerata priva dello specifico accreditamento dell’ente nazionale italiano (Accredia).
A seguito di ciò, l’appalto era stato aggiudicato alla seconda classificata, Klas Services srl. Nel proprio ricorso, New Food ha lamentato la violazione del diritto comunitario e del principio di equivalenza. Ha sostenuto, viceversa, che le certificazioni rilasciate da organismi europei firmatari degli accordi di mutuo riconoscimento (Ea Mla) debbano essere equiparate a quelle nazionali, forte anche di un Audit Report specifico sui parametri italiani.
Il Comune di Castel Volturno ha invece difeso l’operato della Commissione. Secondo il Collegio, ad un primo sommario esame, “non è in linea di principio escluso che l’accreditamento possa essere assicurato anche da Organismi nazionali di accreditamento diversi da quelli riferibili alla sede dell’organismo di valutazione” ai sensi delle normative di settore. Purché, precisa il Tar, tali organismi siano relativi alla prassi di riferimento che definisce le linee guida per un sistema di gestione della parità di genere nelle organizzazioni (UNI/PdR 125:2022). “Essendo stata questa l’unica ragione per il mancato riconoscimento del punteggio alla ricorrente” sottolineano i giudici. Pertanto, il Tar bloccato di fatto la stipula del contratto con la ditta subentrante, in attesa di definire nel merito la controversia. L’udienza è stata fissata al 5 novembre 2026. “Un pronunciamento di grande rilevanza che – dichiara l’avvocato Caliendo – riafferma la prevalenza del diritto dell’Unione Europea e del principio del risultato, evitando ingiustificate barriere formalistiche nel mercato degli appalti pubblici”.



















