Il 40% all’Eav, il 30% all’Anm, il 35% a Busitalia, il 100% al deposito Air Campania di Teverola (Caserta): sono i dati dell’adesione – non ancora definitivi – allo sciopero di quattro ore del trasporto pubblico locale su gomma proclamato per tutta la regione Campania dai sindacati dei trasporti Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Autoferro e Faisa-Cisal, per protestare e alzare l’attenzione sul fenomeno delle aggressioni sui bus che vedono quasi sempre vittime autisti e dipendenti delle aziende. Lo sciopero è stato organizzato in particolare dopo l’aggressione ai danni di un’autista donna avvenuta mercoledì 4 marzo su un bus Air Campania della linea Caserta-Castel Volturno. E ieri un altro grave episodio è accaduto a Napoli su un bus Anm, dove una ragazza è stata accoltellata da un uomo che è stato poi fermato dai carabinieri, che lo hanno salvato dal linciaggio. “Il grave episodio avvenuto ieri sera a Napoli – dice Angelo Lustro, segretario Filt-Cgil Campania – conferma purtroppo la fondatezza della nostra battaglia sulla sicurezza nei trasporti pubblici. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza sociale, che non è più rinviabile. La sicurezza deve diventare una priorità assoluta per il Governo, per le istituzioni, per le associazioni datoriali e per le aziende del settore. Esiste già un testo di legge condiviso tra le parti sociali, il Ministro dei Trasporti, il Ministro dell’Interno e le associazioni di categoria, che giace in attesa di essere presentato in Parlamento. È necessario procedere rapidamente per intervenire in modo concreto su questa che è diventata ormai una grave piaga sociale”.

















