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“Chiederò la Polizia di Stato, altrimenti i consigli non li faccio più. Ho paura e devo preservare anche la sicurezza dei dipendenti che hanno paura, perché il consigliere si è permesso di staccare la spina al pc al verbalizzante”. Così la presidente della Municipalità Vomero Arenella, Clementina Cozzolino, all’indomani di una nuova baraonda in consiglio. A scontrarsi in aula: lei ed un consigliere di maggioranza. Ad Anteprima24, Cozzolino racconta la sua versione. Si proclama vittima “quasi di un’aggressione”. E vuole “stigmatizzare” la nota diffusa dal capogruppo di Europa Verde, Rino Nasti, siccome “ha una visione diversa dal mio modo di manifestare il dissenso”. Nasti è stato il primo a diffondere una ricostruzione sui fatti di ieri.

“Eravamo in fase di votazione sul parere per la modifica dell’articolo 65 del Regolamento delle Municipalità – dichiara Cozzolino – presentata a livello comunale dal gruppo Pd. Mi chiedono l’appello nominale, che io avvio. Mentre stiamo rispondendo all’appello si alza questo consigliere e dice ‘mozione d’ordine, devo parlare’ Non funziona così. Dopo l’appello gli avrei dato la parola”. Secondo la presidente dunque, al suo diniego, il consigliere avrebbe reagito in maniera veemente. Avanzando verso il tavolo della giunta. “Il consigliere aveva parlato dieci volte, e – aggiunge Cozzolino – in fase di votazione per appello nominale doveva attendere la conclusione per riprendere la parola. Urlava, ha staccato la spina. Io, come presidente di Municipalità, da regolamento devo garantire la sicurezza e l’ordine nell’aula. Non c’era più la possibilità di garantirla, l’ho avvisato anche di non avvicinarsi e lui continuva ad avvicinarsi”. A quel punto, la presidenza chiama il drappello di Polizia municipale. Viene anche invocata la Polizia di Stato, intervenuta in un secondo momento. Agli agenti “ho rappresentato quello che è accaduto – riferisce Cozzolino -. A questo seguirà, ovviamente, anche una regolare denuncia. Perché io devo tutelare anche il personale che sta lì”.

Ai dipendenti di supporto agli organi politici, la presidente esprime “solidarietà”, perché stanno “vivendo un momento molto difficile”. E adesso annuncia di voler chiedere la presenza fissa della Polizia di Stato. Prima di ogni seduta di consiglio. “Io non consento a nessuno di venire davanti alla mia scrivania, di avvicinarsi e – sottolinea – quando gli dico di allontanarsi perché ho paura di continuare con atteggiamento intimidatorio ad urlare. Quello non è confronto”. Intanto, sulla riunione consiliare di ieri aleggia anche un giallo. Il consigliere dem Giulio Delle Donne denuncia lo smarrimento di un ordine del giorno. Il documento di un altro consigliere del Pd avrebbe dovuto accompagnare una delibera in votazione. Tuttavia, sarebbe sparito durante la discussione, senza che ne se facesse più menzione. Adesso Delle Donne chiede alla Direzione di Municipalità di accertare ogni responsabilità in merito, anche attraverso l’esame del verbale.