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Vuoi acquistare un orologio di lusso? Un Rolex? Un Bulgari? Un Cartier? Un Patek Philippe? Un Bulova? A Napoli tutto è possibile. Sono orologi perfetti, con confezione, garanzia e certificato di fabbrica originale. Certo, l’unico trascurabile particolare è che sono falsi. Ci sono gli ultimi modelli e quelli classici. Se però cerchi qualcosa che non trovi nella collezione esposta sulla bancarella, puoi richiederlo mostrando una foto: se possono ti accontentano, basta che paghi. Il costo è abbordabile: il massimo che spendi è 130 euro, ma oltre al modello prescelto avrai la confezione originale. Per risparmiare puoi prendere solo l’orologio senza il packaging a corredo: da 40 a 100 euro. Un affare.

C’è solo un altro piccolo particolare, questa volta non trascurabile: è tutto illegale. La vendita e l’acquisto di orologi di lusso falsi (o repliche) a Napoli — così come in tutta Italia — è un’attività del tutto illegale che comporta gravi rischi penali o pesanti sanzioni pecuniarie sia per chi vende sia per chi acquista.

Cosa rischia chi vende?

La commercializzazione, la detenzione a fini di vendita o l’importazione di prodotti con marchi contraffatti costituisce un reato penale punito severamente dal Codice Penale italiano (art. 474 c.p.). Le pene includono la reclusione fino a due anni e multe che possono raggiungere i 20.000 euro.

Cosa rischia chi acquista?

Secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione, comprare un orologio falso per uso personale non costituisce il reato penale di ricettazione. Tuttavia, si configura come un illecito amministrativo: l’acquirente è soggetto a una sanzione pecuniaria che va da 100 fino a 7.000 euro, oltre al sequestro immediato e alla distruzione dell’oggetto. Invece, se l’orologio falso viene acquistato con l’intento di essere rivenduto a terzi, si entra direttamente nell’ambito penale, rischiando una denuncia per ricettazione o commercio di prodotti contraffatti. È chiaro che, per evitare truffe e acquistare esclusivamente orologi certificati e originali (sia nuovi che di secondo polso), è fondamentale rivolgersi unicamente a rivenditori ufficiali della rete degli orologi di lusso.

Fatta questa premessa fondamentale, può iniziare il viaggio di Anteprima24, che è andata nel cuore della Duchesca — un fazzoletto di vicoletti e stradine che si dipanano attorno alla Basilica di San Pietro ad Aram, all’ombra della Stazione Centrale di Napoli — per fingere trattative e raccogliere informazioni dai venditori. Un elemento bisogna tenere presente: l’area mercatale nel tempo si è trasformata. Ai banchetti ci sono solo venditori africani che “lavorano” per conto dei napoletani. Questi ultimi forniscono la merce e incassano il denaro, riconoscendo ai primi solo una piccola percentuale. Sei a Napoli, ma sembra di stare nella casba di una città del Maghreb. Gentili e disponibili, ci danno tutte le informazioni; a ogni domanda rispondono con precisione e professionalità, illustrando la merce e mostrandoci l’oggetto. Tutto è in ordine e perfettamente esposto. Laddove ci mostriamo indecisi, titubanti, e chiediamo se tra qualche giorno li ritroveremo nello stesso posto, ci rispondono di sì: quella è la loro postazione e sono pagati per tenere l’attività aperta come se fosse una gioielleria o una boutique di marca. Le immagini e le parole del video di Anteprima24 parlano da sole e mostrano lo spaccato di una città reale e illegale. Quella dei traffici non al buio, ma alla luce del sole, come se vendere orologi di lusso falsi fosse la cosa più normale del mondo.

Accade a Napoli, forse l’epicentro del fenomeno, ma le indagini della Guardia di Finanza — costantemente impegnata nel contrasto agli illeciti economico-finanziari, nella salvaguardia dei consumatori e nel corretto funzionamento del mercato — hanno mostrato una solida rete ramificata in tutta Italia, dedita alla vendita di orologi falsi anche su Internet. Una recente inchiesta ha portato al sequestro di beni per centinaia di migliaia di euro legati a organizzazioni con base nell’hinterland partenopeo (come ad Arzano) che gestivano decine di siti web dedicati alla vendita di falsi d’autore.

Dimostrazione di un fenomeno che s’irradia in tutto il Paese, un’altra indagine ha scoperto un importante nodo sul web a Padova: 500 orologi sequestrati, 22 denunce e 2 siti oscurati. L’intercettazione dei malfattori — come spiegano gli inquirenti — è avvenuta grazie a un continuo monitoraggio della rete, che ha portato a individuare proprio Napoli come il centro di produzione e riproduzione degli orologi falsi. A curare i canali di vendita online erano un quarantenne e un ventinovenne originari del capoluogo campano, ma la rete si avvaleva di una fitta maglia di rivenditori sparsi in tutta Italia: da Piacenza a Brindisi, da Roma e Palermo fino a Varese e Lucca.