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“A seguito di un nostro esposto dell’aprile del 2017, la Procura della Corte dei Conti della Campania ha contestato un danno erariale di 23 milioni di euro ai vertici della Asl Napoli 3 Sud per aver affidato un servizio di prestazioni assistenziali, infermieristiche e riabilitative a soggetti non accreditati. Un affidamento previsto inizialmente per un solo anno, ma che di proroga in proroga è stato protratto per ben sette anni, con costi che sono lievitati dai quasi 4 milioni annui fino a superare gli 8 milioni. Al danno erariale, si aggiungano le possibili ricadute negative sui cittadini presi in cura, tenuto conto che parliamo di aziende che erogano terapie domiciliari per malati oncologici terminali, per pazienti affetti da Sla e distrofia muscolare, per pazienti in stato vegetativo e con nutrizione artificiale”. Così la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino.

“Il paradosso è che la prima a denunciare i profili di illegittimità era stata la commissaria straordinaria della stessa Asl Antonietta Costantini, mentre successivamente da direttore generale della medesima azienda continuava a firmare la proroga dell’affidamento. Un vero e proprio business, con la complicità della Regione Campania, che ha palesato ancora una volta la totale inefficacia dei controlli regionali. In risposta a un nostro question time di due anni fa, l’assessore Bonavitacola ci rispose in aula che la Regione avrebbe dato il via ad accertamenti su quella che era un’evidente anomalia. Controlli che la giunta avrebbe dovuto già attivare, prima ancora di essere sollecitata da una forza di opposizione. Un controsenso per un’amministrazione che, contro il parere di Soresa, ha sistematicamente abusato dello strumento dell’esternalizzazione di prestazioni sanitarie e sociosanitarie”.