Una schiera di cassonetti e campane per la differenziata, rifiuti speciali abbandonati in tutta l’area. Non un bel viatico per il Parco “Falcone e Borsellino”, di cui pare prossima la riapertura, dopo anni di attesa. E a Pianura montano le proteste dei residenti. “Una scena che contrasta violentemente con il valore simbolico del luogo” la definisce Giovanna Lo Giudice, consigliera della Municipalità 9 di Napoli. Lo scenario è desolante: una batteria di cassonetti stracolmi, circondata da sacchi, ingombranti, sfalci, materassi e rifiuti di ogni tipo. “I bambini che entreranno nel parco – prevede la consigliera – si troveranno a giocare a pochi metri da un punto di sversamento incontrollato, che di ‘ecologico’ non ha assolutamente nulla. È una contraddizione che va detta. non è un’isola ecologica: è un invito a lasciare rifiuti, a scaricare ingombranti, a trasformare un luogo di comunità in un angolo di abbandono”.
La denuncia parte da lontano. Quei bidoni dei rifiuti sono diventati “nel tempo un vero e proprio polo di abbandono – spiega Lo Giudice -, non si tratta di un episodio isolato, ma di una situazione che rischia di trasformare l’ingresso del parco in una discarica a cielo aperto”. La presenza di “così tanti contenitori in un punto così sensibile funziona da calamita per lo sversamento”. La richiesta è dunque urgente. “Ridurre la batteria, spostarla, o riorganizzarla è – sostiene la consigliera -una misura indispensabile per interrompere l’abbandono sistematico, evitare che il parco venga associato al degrado, proteggere i bambini e le famiglie, restituire dignità a un luogo dedicato a Falcone e Borsellino”. Senza parlare “delle decine di strade e marciapiedi – aggiunge Lo Giudice – dove non è possibile passare, passeggiare e si è costretti a camminare per strada e credetemi è un vero slalom tra macchine che passano con ilo pericolo costante di essere investiti o cadere”.
Secondo l’esponente municipale, i residenti a Pianura non sono “complici di questo scempio, ma sicuramente bisogna adottare altre misure, piu vigilanza , piu sanzioni e meno cassonetti e campane”. Il primo provvedimento? “Fermare queste persone che – dichiara Lo Giudice – puntualmente sversano ogni tipo di materiale e suppellettili. ma soprattutto bisogna ridurre il numero dei cassonetti e controllare l’ordinanza per capire perchè queste attrezzature vengono posizionate in certi modi invitando chiunque venga, anche e soprattutto da fuori zona a lasciare la qualunque”. Anche in vista dell’auspicabile riapertura del parco.

















