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Il passato di una città non si cancella nemmeno nelle urne. Ma con matita alla mano si può voltare pagina, scrivere un nuovo capitolo, ricominciare.
E da Pompei e Sorrento i cittadini scelgono di riscrivere senza conservare la continuità dal passato. Certo le storie sono diverse. Ma i cittadini di Pompei e Sorrento sono arrivati al ballottaggio ugualmente dopo mesi difficili.
Nella citta mariana si è vissuta la dipartita di un sindaco amatissimo, in costiera sorrentina la vergogna di un commissariamento che ha prodotto uno scandalo di cui ancora si parla.

A Pompei dunque vince Giuseppe Tortora, il medico che batte Salvatore Alfano al ballottaggio e consolida il vantaggio del primo turno. Segna una inversione netta degli assetti politici. Il nuovo Sindaco raccoglie l’eredità incancellabile di Carmine Lo Sapio, scomparso nel dicembre scorso. La sua morte ha modificato gli equilibri della maggioranza e lasciato un vuoto umano incolmabile. A sostenere il medico pompeano una coalizione di sette liste civiche, molte vicine all’opposizione. In Consiglio arriveranno anche due ex sindaci: Nando Uliano e Pietro Amitrano.

A Sorrento la fascia tricolore va a Corrado Fattorusso, ex assessore a Sant’Agnello, che supera nettamente Ferdinando Pinto. Dopo l’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola e le inchieste su appalti e concorsi da cui è nato l’ epiteto “Sistema Sorrento”, la città esce da un anno di commissariamento difficile da accettare.
I cittadini affidano a Fattorusso il compito di amministrare e ricostruire fiducia e credibilità.

Due città, due ballottaggi, una scelta uguale, quella di voltare pagina. Ora spetta ai nuovi sindaci trasformare il voto in risultati concreti e restituire serenità istituzionale.