In Campania ci sono 8.125 persone detenute per 5.416 posti effettivamente disponibili. Significa 2.709 presenze oltre la capienza e un tasso di affollamento del 150%: tre detenuti ogni due posti agibili. È la fotografia del sistema penitenziario regionale contenuta nel report di Ottorighe, riferito a settembre 2026 ed elaborato sul bollettino del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e sulle schede di trasparenza del Ministero della Giustizia.
Il dato campano supera la media nazionale del 142,8%. Ma a misurare la diffusione del problema è soprattutto un altro indicatore: dodici dei quattordici istituti attivi della regione ospitano più persone di quante possano accoglierne. Il 99,4% dei detenuti campani si trova in un carcere sovraffollato.
I posti inagibili e la distanza tra capienza teorica e reale
La capienza regolamentare complessiva delle carceri campane è di 6.178 posti. Di questi, 762 risultano inagibili, oltre il 12% del totale. La disponibilità effettiva scende così a 5.416 posti.
La distinzione cambia sensibilmente la lettura dei numeri: calcolando le presenze sulla capienza regolamentare, l’affollamento si attesta intorno al 132%; considerando soltanto i posti utilizzabili, raggiunge il 150%.
Anche il recupero di tutti i posti inagibili, a parità di presenze, lascerebbe comunque 1.947 detenuti oltre la capacità regolamentare regionale. Il ripristino degli spazi ridurrebbe dunque la pressione, senza essere sufficiente da solo a riportare il sistema entro capienza.
Poggioreale al 170,4%, oltre soglia tutti i principali istituti
Il tasso di affollamento più elevato si registra nella casa circondariale napoletana “Giuseppe Salvia” di Poggioreale: 2.313 detenuti per 1.357 posti effettivi, pari al 170,4%. Sono 259 i posti inagibili rispetto ai 1.616 regolamentari.
Seguono Vallo della Lucania, con 67 persone per quaranta posti e un affollamento intorno al 168%, e Salerno, dove 589 detenuti occupano un istituto con 370 posti disponibili: il tasso è del 159,2%.
A Benevento si contano 366 detenuti per 231 posti effettivi, con un affollamento del 158,4%. A Santa Maria Capua Vetere le presenze sono 1.051 per 667 posti, pari al 157,6%: qui i posti inagibili sono 159.
Oltre soglia anche Arienzo, al 155%, Sant’Angelo dei Lombardi, al 152,2%, e Ariano Irpino, al 151,4%. Ad Avellino il rapporto tra 681 detenuti e 474 posti disponibili determina un affollamento del 143,7%.
A Napoli Secondigliano le presenze sono 1.529 per 1.096 posti effettivi, con un tasso del 139,5%. Completano il quadro degli istituti sovraffollati Aversa, intorno al 134%, e Carinola, intorno al 126%.
Restano sotto capienza Eboli, con 37 detenuti per 54 posti, e l’istituto a custodia attenuata per madri di Lauro, con quindici donne detenute per 49 posti disponibili. Pozzuoli, invece, non registra presenze e presenta tutti i 98 posti regolamentari inagibili.
Polizia penitenziaria, 480 unità in meno rispetto all’organico previsto
Alla pressione sulle strutture si affianca la questione del personale. Il prospetto regionale del report indica 3.635 agenti di Polizia penitenziaria in servizio rispetto ai 4.115 previsti: una differenza di 480 unità, pari a circa il 12%.
Il totale comprende anche la dotazione prevista per Pozzuoli, istituto non operativo nel mese considerato, mentre per Lauro il documento non riporta i dati dell’organico di Polizia penitenziaria.
A Poggioreale risultano 666 agenti su 828 previsti, con una scopertura di circa il 20%. A Secondigliano sono 1.084 su 1.185; a Santa Maria Capua Vetere 467 su 528.
Sul piano regionale, il report indica inoltre un educatore ogni 78 detenuti. Sono rapporti calcolati sulle consistenze complessive del personale, che non descrivono quanti operatori siano contemporaneamente presenti nei singoli turni.
Oltre seimila detenuti con condanna definitiva
Quanto alla posizione giuridica, 6.022 persone detenute in Campania hanno una condanna definitiva, il 74,1% del totale. Quelle in attesa di primo giudizio sono 1.334, pari al 16,4%.
Le donne sono 427, il 5,3% della popolazione detenuta regionale. La quota di cittadini stranieri è dell’11,7%, inferiore alla media nazionale del 31,6%.
Le 8.125 presenze di settembre rappresentano, secondo il report, il valore più alto dei tredici mesi osservati. Un dato che, insieme ai posti inagibili e alle scoperture di organico, restituisce la dimensione regionale del problema: il sovraffollamento coinvolge quasi tutta la popolazione detenuta e la grande maggioranza degli istituti attivi della Campania.


















