“Nel prendere atto della decisione resa dal Tar in merito alla sospensione delle licenze e delle autorizzazioni relative alla struttura, comunichiamo di aver già conferito mandato ai nostri legali affinché venga proposto immediato appello innanzi al Consiglio di Stato”. È quanto rende noto un comunicato della Direzione del Grand Hotel La Sonrisa.
“La famiglia Polese, e in particolare la società La Sonrisa, – viene sottolineato nel il comunicato – è fiduciosa che la giustizia possa fare il suo corso. Con gli strumenti a nostra disposizione continuiamo la nostra battaglia affinché giustizia sia fatta in merito al nostro caso, che è a dir poco clamoroso”.
“Nel rispetto delle istituzioni e della magistratura amministrativa, – si legge ancora nella nota – si evidenzia che l’immediata esecutività del provvedimento rischia di produrre conseguenze gravi e irreversibili sul piano occupazionale, economico e sociale, coinvolgendo centinaia di lavoratori, famiglie e attività del territorio. Senza contare il danno irreparabile che subirebbero persone del tutto estranee ai fatti e prive di responsabilità: i clienti”.
“Per tale ragione, – prosegue la Direzione della Sonrisa – la società auspica che possano essere valutate tutte le misure previste dall’ordinamento volte a consentire la prosecuzione temporanea delle attività sino alla definitiva pronuncia del Consiglio di Stato, al fine di evitare effetti pregiudizievoli non più rimediabili”.
La direzione del Grannd Hotel La Sonrisa fa inoltre sapere che la struttura “continuerà ad operare con senso di responsabilità, trasparenza e collaborazione istituzionale, confidando che ogni ulteriore valutazione possa avvenire nel rispetto dei principi di correttezza, continuità aziendale e tutela del lavoro”.
In sede penale, intanto, è attualmente pendente, presso la Corte di appello di Roma, una nuova richiesta di revisione. Inoltre è fissata un’ altra udienza dinnanzi alla corte di Cassazione, il 9 luglio prossimo: i due procedimenti sono stati instaurati da Concetta Polese e sono finalizzati alla cancellazione della confisca collegata al reato di lottizzazione abusiva. “L’ esito positivo dei procedimenti in sede penale – viene evidenziato – cancellerebbe di colpo tutti i problemi amministrativi che stanno avendo i proprietari del castello delle cerimonie”.



















