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Per la stazione Circumflegrea “La Trencia”, a Pianura, “non è disponibile la copertura finanziaria per ultimare le opere residue”. A spiegarlo è Andrea Saggiomo, presidente della Municipalità 9 di Napoli. A lui è pervenuta la risposta dell’holding regionale dei trasporti, sui problemi dello scalo. E proprio per oggi era in programma una protesta di cittadini, comitati e pendolari. Nel mirino, una sfilza di disservizi. Tra gli interventi a rischio per mancanza di fondi, ci sono “impermeabilizzazioni, chiusura vani, ripristino pareti, controsoffittature, impianti elettrici e di aggottamento” scrive Saggiomo sui social. “Ma l’ente – aggiunge il presidente municipale – dichiara di essersi attivato per reperire le risorse necessarie”. I nodi però non finiscono qui. “Le scale mobili – riferisce Saggiomo – sono ferme perché sottoposte a Revisione Generale (luglio 2025) per adeguamenti alle nuove normative. I ritardi derivano dalla vetustà degli impianti, in esercizio da oltre vent’anni e fuori produzione, con difficoltà nel reperimento dei componenti”. I ritardi derivano dalla vetustà degli impianti, in esercizio da oltre vent’anni e fuori produzione, con difficoltà nel reperimento dei componenti.

Eav prevede di completare gli interventi su due delle quattro scale mobili entro fine febbraio, con riattivazione subordinata al nulla osta Ansfisa. L’ascensore è sempre rimasto funzionante, ma può essere attivo solo in presenza di personale abilitato. “Negli ultimi tre mesi, su 276 turni – afferma Saggiomo -, solo in 9 casi non è stato possibile garantire la presenza del personale, causando la sospensione temporanea del servizio. Eav annuncia una riorganizzazione interna e nuova formazione per assicurare presidio continuativo da aprile”. Dal canto suo, la Municipalità “continuerà a monitorare la situazione e – promette il presidente – a sollecitare Eav affinché la stazione La Trencia torni pienamente fruibile per residenti e pendolari”.

La stazione di La Trencia non è solo un luogo di passaggio – sostiene Giovanna Lo Giudice, consigliera della municipalità 9-. È un pezzo di vita quotidiana per centinaia di persone: studenti, lavoratori, anziani, mamme con i passeggini, persone con disabilità che ogni giorno cercano di muoversi in un territorio che troppo spesso li mette alla prova. La stazione di La Trencia è diventata, negli ultimi mesi, il simbolo di un problema più grande: un servizio pubblico che non riesce a garantire ciò che dovrebbe essere normale per ogni residente.che putroppo deve fare i conti con i lavori iniziati e mai completati, impianti fermi, infiltrazioni, vani non chiusi, controsoffitti da rifare, sistemi elettrici da aggiornare. E soprattutto, una mancanza di risorse economiche che blocca tutto. A pagare il prezzo di questa situazione sono soprattutto gli anziani, le persone con disabilità, chi ha difficoltà motorie e studenti. A tutto questo si aggiunge un altro problema, forse il più grave: la sicurezza. Nelle ore serali, l’area esterna alla stazione è diventata un luogo a rischio, con episodi di aggressioni che hanno creato paura e insicurezza tra i residenti. Chi torna a casa la sera non dovrebbe avere timore di attraversare la strada che porta alla propria stazione. Ormai e giustamente i residenti e non continuano a chiedere chiarezza, tempi certi e interventi concreti. Non si tratta di polemica, ma di un diritto: un servizio pubblico deve essere accessibile, funzionante e sicuro per tutti”. L’appello di Lo Giudice “è semplice: chi di competenza trovi rapidamente le risorse necessarie e, completino i lavori rimasti in sospeso e garantiscano un presidio adeguato nelle ore serali”.