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Intervistarlo non è stato semplice. Perché Antonio non è facilmente rintracciabile come i suoi coetanei. Online solo per necessità. Offline per conservare la concentrazione giusta. Quella che gli sta permettendo di realizzare i suoi sogni, con dedizione e fiducia nelle sue capacità. Fuori dai social, ad eccezione di Instagram, cellulare spento durante le ore di studio, Antonio ai contatti fatti di foto, like e post preferisce le conversazioni faccia a faccia, i libri classici da cui non si separa mai e i giornali cartacei che comprerà fino a quando non smetteranno di stamparli. Un ragazzo di altri tempi che serve molto ascoltare per i tempi attuali.

Sono uno studente del liceo classico “Tito Lucrezio Caro” di Sarno (SA) e mi dispiace molto leggere che pochi ragazzi e ragazze si iscrivano al liceo classico” ci racconta, entrando subito nel merito dell’argomento che sta tenendo banco da un po’. Per il nostro studente, “nel periodo storico in cui viviamo, confuso e caratterizzato da repentini cambiamenti, abbiamo bisogno di capacità di discernimento e, dunque, di pensiero critico, proprio per conservare la nostra identità. È necessario, a tal fine, aggrapparsi a un solido punto di riferimento: la cultura”. Il liceo classico, ad oggi è giunto sotto la soglia del cinque per cento di iscrizione in Campania, eppure per Antonio resta “un indirizzo scolastico fondamentale e necessario, che consente di formarsi diventando cittadini e cittadine consapevoli grazie allo studio dei classici”.
Antonio Miranda ha 18 anni, vive a Poggiomarino, e lo scorso anno saliva sul podio al XLIV Certamen Ciceronianum Arpinas di latino, competizione che si tiene ogni anno a Cassino, alla quale è arrivato tramite la sua scuola, a cui è molto grato e di cui ringrazia la Dirigente Scolastica, la Prof.ssa Emma Tortora, l’intero corpo docente e il personale ATA. Da Antonio c’è molto da imparare: la calma, che non è più dei giovani di oggi, la voglia di analizzare e perdersi in un testo senza la paura di dover correre altrove, e la grande volontà di seguire sé stessi e non la massa.
Preferisco non usare costantemente il cellulare, proprio per avere più tempo per ragionare e riflettere sulla realtà, e riconosco di aver sviluppato questo modo di vedere le cose soprattutto grazie agli studi che ho intrapreso” ci confessa, difendendo una scelta che a detta sua dovrebbero fare sempre più ragazzi e ragazze, “al classico si studiano lingue che, a differenza di quanto si pensi comunemente, ci insegnano e continueranno per sempre a insegnarci molto”. L’appello di Antonio resta quello di “spegnere i cellulari e aprire di più i libri”. E mentre al Senato si discute per un ritorno alla suddivisione Ginnasio-Liceo, Antonio Miranda va oltre e spera che “il classico registri un numero sempre maggiore di iscritti”.