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Archiviare le tensioni e ricominciare con la testa libera. Antonio Conte ha scelto il profilo basso per avvicinarsi al match di domani contro l’Atalanta: niente conferenza stampa, nessuna dichiarazione pubblica, solo un confronto diretto con la squadra nel centro sportivo di Castel Volturno. Un dialogo sereno, volto a ricompattare il gruppo dopo giorni turbolenti. La sconfitta di Bologna aveva lasciato il segno, spingendo il tecnico a prendersi una breve pausa per sbollire la frustrazione. Il rientro, però, ha portato con sé un Conte diverso: concentrato, lucido, determinato a far ripartire il Napoli senza ulteriori scosse.

La sfida con l’Atalanta non arriva nel momento migliore. La squadra bergamasca, reduce dal cambio in panchina – da Juric a Palladino – si presenterà al Maradona con entusiasmo e nuove idee tattiche. Il Napoli, invece, deve fare i conti con un numero impressionante di indisponibili: Meret, Spinazzola, Anguissa, Gilmour, De Bruyne e Lukaku. Il reparto più in difficoltà è il centrocampo, dove Conte ha gli uomini contati. Per questo, almeno fino ai rientri, il tecnico non ha intenzione di stravolgere nulla: si va verso la conferma del 4-3-3, il sistema più collaudato e oggi anche il più sicuro.

A prendere il posto di Anguissa sarà Elmas, chiamato a coprire un ruolo oltremodo impegnativo. Il camerunese, fermato da un infortunio muscolare rimediato in Nazionale, non tornerà prima di fine gennaio e il Napoli dovrà andare avanti senza uno dei suoi elementi più affidabili. Anche Spinazzola rimarrà ai box: la pubalgia non gli dà tregua. Toccherà quindi a Gutierrez presidiare la fascia sinistra della difesa.

Il reparto avanzato presenterà una novità importante: David Neres partirà probabilmente dall’esterno sinistro. Conte conta su di lui per affiancare con maggiore continuità Hojlund, trasformando di fatto il 4-3-3 in un 4-4-2 durante le fasi più aggressive del match. L’obiettivo è chiaro: aumentare il peso offensivo e aiutare un attacco che ultimamente ha faticato sia a segnare sia a creare occasioni pulite. Il ritorno di Lukaku è vicino, ma intanto Hojlund non può più essere lasciato solo a combattere contro le difese avversarie.

La partita di domani rappresenta un banco di prova fondamentale. Conte vuole un Napoli solido, compatto, capace di reagire alle difficoltà e di ritrovare subito il ritmo. Per questo ha scelto il silenzio esterno e il lavoro interno: meno parole, più concentrazione. Ora tocca alla squadra tradurre le intenzioni del tecnico in una prestazione convincente. Il Maradona attende risposte. Il Napoli, più che mai, ha bisogno di rialzare la testa.