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Non solo dosi per la movida del lusso da consumare solo nel weekend e poi tornare alla vita ‘normale’ e irreprensibili di tutti i giorni. Ma allargare il mercato e conquistare potenziali consumatori anche nel segmento giovanile. È il business d’oro su cui puntano i nuovi clan quelli dei ‘bamboccioni della camorra’. C’è allarme tra gli investigatori e le indagini hanno già portato ai primi sequestri della cosiddetta “cocaina rosa” — nota negli ambienti criminali come Tusi o 2C-B. — travalica ormai i confini dei locali d’élite e delle feste private di Napoli per diffondersi nel cuore dell’hinterland metropolitano, come dimostra il blitz lampo a Frattamaggiore dove le volanti della Polizia hanno intercettato in piazza Riscatto un SUV con quattro giovani a bordo. Un ventenne è stato sorpreso con un vero e proprio kit dello sballo contenente grammi di cocaina, sostanza da taglio, 250 euro in contanti e soprattutto una bustina di polvere rosa a base di MDMA e ketamina, con il successivo recupero di altro materiale da confezionamento nella sua abitazione.

Un episodio che conferma come questa devastante miscela sintetica, artificialmente colorata di rosa e venduta a cifre da capogiro – da 300 a 500 euro al grammo (fino a 5-6 volte il prezzo della cocaina tradizionale da 80 euro al grammo) e da 100 a 400 euro per singola dose – non sia più un business limitato al capoluogo partenopeo. La mappa dei sequestri tracciata dalle forze dell’ordine rivela i contorni di un nuovo mercato: se nel dicembre 2023 è stato scoperto un vero e proprio “supermercato della droga” e laboratorio d’élite smantellato nel centro storico in un appartamento studentesco in via San Nicola dei Caserti nel cuore del rione Forcella – dove il Nucleo Operativo della Compagnia Napoli Stella sequestrò oltre 200 grammi di 2C-B, 38 francobolli di LSD, polvere di funghi allucinogeni, ketamina, ecstasy, speed e 1,1 kg di magnesio da taglio arrestando tre incensurati tra cui un analista finanziario di 32 anni —, la presenza della nuova sostanza è riemersa in zone popolari come il Borgo Sant’Antonio Abate qui nel maggio di due anni fa 2024 è stata sequestrata una discreta quantità, fino alle operazioni più recenti come quella di Portici nel marzo 2026, culminata nell’arresto di una donna di una ventinovenne trovata in possesso di 240 grammi di cocaina rosa e materiale per il confezionamento sottovuoto per un valore di circa 100mila euro, e quella al Corso Malta a settembre scorso con l’arresto da parte dei Carabinieri di Poggioreale di un ventiduenne sorpreso durante un controllo stradale con dosi di tusi, MDMA e hashish pronte per lo spaccio.

A questi occorre aggiungere i sequestri registrati nella periferia di Pianura e nella provincia vesuviana a Torre del Greco e ultimo quello di Frattamaggiore, testimoniano una progressiva diffusione capillare di un mercato che punta non più sulla ‘classica’ polvere bianca ma su sostanze chimiche d’importazione che garantisce alla criminalità un margine di profitto lordo superiore al 400-500% rispetto ai costi d’acquisto delle varie tipologie dello stupefacente tradizionale.

Insomma, la droga da club sta invadendo i luoghi di ritrovo dei giovani a Napoli come nei comuni della cintura metropolitana attraverso canali social e consegne a domicilio, ponendo magistratura e forze dell’ordine di fronte a una progressiva emergenza criminale a cui si affianca un drammatico allarme sanitario: medici ed esperti avvertono infatti che la pericolosità del tusi cioè cocaina rosa risiede nella totale assenza di controllo sulla sua reale composizione nei laboratori clandestini, dove il mix simultaneo ed estremo tra sostanze fortemente eccitanti (come le anfetamine) e potenti dissociativi (come la ketamina) in percentuali variabili genera un devastante cortocircuito nell’organismo, esponendo i consumatori al rischio concreto di allucinazioni acute, tachicardia, ipertensione, psicosi, attacchi cerebrali, arresti cardiaci o blocchi renali portando all’improvvisa morte.