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Un salto nel vuoto, all’alba. E un biglietto ai familiari. Questo trapela, da fonti investigative, sul suicidio del notaio Sabatino Santangelo.  A quanto pare, a fugare ogni perplessità sul gesto volontario ci sarebbe un biglietto d’addio. Sarebbe stato lasciato ai familiari. Secondo la ricostruzione, l’atto si sarebbe consumato alle 5 di stamane, salendo su una sedia e gettandosi da una finestra. L’abitazione di Santangelo si trova all’ottavo piano di uno stabile al corso Vittorio Emanuele. Nel corso della mattinata, un sopralluogo in casa è stato effettuato dai Carabinieri. Avvisato il pm di turno. Sulla vicenda permane uno stretto riserbo.

Santangelo, 89 anni, era figura molto stimata a Napoli. Maestro per generazioni di notai, avviati alla professione, è ricordato anche per l’impegno in politica. Fu vicensindaco dal 2006 al 2011, nella seconda giunta di Rosa Russo Iervolino. Da tanti considerato uomo irreprensibile delle istituzioni, si rammenta anche una lunga vicenda giudiziaria, legata all’esperienza amministrativa. A tal riguardo, una cosa va precisata. In una brevissima nota diramata alla stampa, la famiglia Santangelo esclude “categoricamente il collegamento del decesso del notaio con gli ultimissimi sviluppi delle vicende processuali”.

Santangelo avrebbe dovuto affrontare un terzo processo d’appello, assieme ad altri coimputati, nel procedimento per le mancate bonifiche di Bagnoli. L’indagine riguarda la Bagnoli Futura spa, società di trasformazione urbana, di cui fu presidente. La vicenda processuale vedrà celebrarsi un’udienza il 6 marzo prossimo, presso la seconda sezione della Corte di Appello. A questo si è giunti dopo una condanna (a 3 anni) in primo grado, e due diverse assoluzioni in secondo grado, entrambe cancellate con rinvio dalla Corte di Cassazione. L’ultima volta nella scorsa primavera.  In precedenza, il 29 ottobre 2024 la quinta sezione della Corte di Appello lo aveva assolto “perché il fatto non sussiste” dal presunto disastro ambientale colposo. Ricorrendo in appello, Santangelo aveva rinunciato alla prescrizione, convinto della propria innocenza nel merito.