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La denuncia, come spesso accade, arriva da “Nessuno tocchi Ippocrate”, un’associazione sanitaria senza scopo di lucro fondata dal dirigente medico Manuel Ruggiero, che si batte contro le disfunzioni della sanità pubblica. Con il tempo, l’associazione è divenuta un importante osservatorio: spesso, a seguito delle sue segnalazioni, le istituzioni preposte sono intervenute per risolvere numerose problematiche.
Tra le tante attività, da tempo l’associazione svolge un monitoraggio delle pagine social, non esitando a bacchettare comportamenti impropri e scorretti sotto il profilo della professionalità, della serietà e dell’eticità, poiché un operatore sanitario deve essere e apparire integerrimo.

Questa volta sono finite nel mirino dell’osservatorio – e di conseguenza oggetto di denuncia pubblica sulla pagina Facebook di “Nessuno tocchi Ippocrate” – due giovani operatrici soccorritrici in divisa, immortalate in due selfie. Negli scatti, una delle due mostra il dito medio ben in vista, mentre l’altra regge delle banconote disposte a ventaglio. Un modo di apparire irrispettoso e, a giudicare dalle immagini, chiaramente effettuato mentre le due giovani erano in servizio.

L’associazione, oltre a stigmatizzare l’episodio con il commento “La nobile arte del ‘soccorso a persona’ in mano a gente simile!”, auspica che “una divisa così importante indossata in questo modo non possa e non debba rovinare un’intera categoria di professionisti”. Non mancano le reazioni degli addetti ai lavori che, via social, oltre a condannare le foto, spiegano: “Sarebbe ora che nel soccorso sanitario 118 operasse esclusivamente personale qualificato, adeguatamente formato attraverso percorsi di studio e formazione specifici, della durata di almeno due anni. Il volontariato è una forma nobile di impegno civile, ma il soccorso sanitario richiede competenze, preparazione e responsabilità che non possono essere improvvisate”, scrive Giovanni Pepe.

“Il volontariato può dare un contributo prezioso nel sociale e in tanti altri ambiti, ma l’emergenza sanitaria è un’altra cosa. È necessario istituire un vero Corpo nazionale di soccorso sanitario, con personale professionale, formazione uniforme e standard elevati, capace di rispondere alle esigenze di oggi. La salute e la vita delle persone sono troppo importanti per essere affidate all’improvvisazione. Non si può pensare di garantire un servizio così delicato ricorrendo indistintamente a pensionati, ragazzi senza un’adeguata preparazione o persone che svolgono questa attività come semplice dopolavoro. Il soccorso sanitario non è un passatempo: è una professione che richiede competenza, esperienza e responsabilità” – conclude -.