A grande richiesta, dopo aver portato in sala 20.000 spettatori, il documentario “Nino. 18 Giorni” ha proseguito la sua programmazione in Campania con nuove proiezioni a partire dal 4 dicembre. L’opera, dedicata alla vita e al percorso artistico di Nino D’Angelo e diretta dal figlio Toni D’Angelo, è tornata sugli schermi dell’Happy Maxicinema di Afragola, del The Space Cinema di Napoli e dell’UCI Cinemas di Casoria. L’elenco completo delle sale è disponibile sul sito nexostudios.it.
Un racconto che attraversa generazioni
Il film ha restituito un ritratto intenso di un artista capace di rinnovarsi senza mai tradire se stesso. Nato come “caschetto biondo più famoso d’Italia” negli anni Ottanta, Nino D’Angelo ha abbandonato da tempo l’immagine che lo rese celebre, così come le hit che segnarono una generazione, da “’Nu jeans e ’na maglietta” in poi. Oggi vive a Roma, immerso nella sua famiglia e nella sua musica, che compone nel suo studio sulla Cassia e che porta con sé il suono del Mediterraneo.
L’ultimo concerto allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli ha rappresentato un addio simbolico a quel passato artistico, un saluto definitivo agli anni Ottanta. Dietro un telefonino, a immortalarne i momenti più intimi, c’era Toni D’Angelo, regista e figlio, deciso a raccontare l’uomo oltre il mito.
Un viaggio tra ricordi, successi e ferite
Nel documentario, Toni ha seguito suo padre durante le tappe del tour e lo ha riportato nei luoghi che hanno segnato la sua vita: San Pietro a Patierno, dove è cresciuto, e Casoria, dove è diventato uomo, cantante e padre. Il film ha indagato le origini del successo, ma anche le difficoltà, le contraddizioni e le scelte che hanno portato la famiglia a lasciare Napoli nel momento di maggiore popolarità dell’artista.
Il titolo “18 Giorni” ha richiamato un episodio simbolico: al momento della nascita di Toni, Nino D’Angelo si trovava a Palermo, impegnato nella sua prima sceneggiata di successo. Quel trionfo inatteso lo ha tenuto lontano da casa per diciotto giorni, ritardando il primo incontro con suo figlio. Oggi, da adulti e padri, i due hanno ripercorso insieme quel tempo perduto, cercando – come ha rivelato Nino – “di ritrovarsi l’uno nell’altro”.



















