“Siamo partiti da un’esperienza nata ai piedi del Vesuvio che oggi viene riconosciuta come una buona pratica capace di ispirare politiche ambientali su scala internazionale”.
Vincenzo Capasso, responsabile del Polo della Sostenibilità Ambientale di San Sebastiano al Vesuvio, racconta così la missione di tre giorni a Bruxelles della delegazione di Let’s Do It Italy e delle associazioni partner. Portare al Parlamento Europeo un progetto campano e verificarne la replicabilità in altri Paesi è un risultato straordinario.
In appena un anno e mezzo il Polo, sostenuto dalla Regione Campania e coordinato da Let’s Do It Italy con N’Sea Yet, CleaNap, Slow Food Vesuvio e Sott’n’coppa, è diventato un vero laboratorio di educazione e cittadinanza attiva.
Il bilancio è concreto, laboratori didattici nelle scuole, escursioni educative sul Vesuvio, attività di monitoraggio e bonifica delle discariche abusive. Fondamentale anche l’uso di tecnologie come la piattaforma TrashOut per mappare i siti inquinati e collaborare con le autorità alla loro rimozione.
A Bruxelles la delegazione ha incontrato la Commissione Cultura e il capo staff dell’europarlamentare Annalisa Corrado, componente della Commissione Ambiente. Con il supporto dell’europarlamentare Sandro Ruotolo è emersa la volontà di costruire una rete europea di Poli, ispirata proprio all’esperienza vesuviana.
Un riconoscimento importante arriva anche dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha citato Let’s Do It Italy nella sentenza sulla Terra dei Fuochi. Il modello parte da Napoli per diventare comunità educante ambientale europea.




















