Dagli Stati Uniti al Vesuvio, un ponte fatto di terra, semi e parole. Ieri mattina, il Polo della Sostenibilità Ambientale di San Sebastiano al Vesuvio ha aperto le porte ad una delegazione di studenti della University of Colorado Springs. La mattina è diventata un’aula a cielo aperto, dove sostenibilità, biodiversità e partecipazione civica si sono mescolate a scambi linguistici e alla scoperta di usi e costumi.
I ragazzi americani hanno ascoltato come le comunità vesuviane discutono di economia circolare, tutela del suolo e valorizzazione delle produzioni locali. Poi hanno risposto, portando la loro prospettiva. Domande dirette, abitudini diverse, e il nodo dei cibi ultra-processati, negli States è una delle sfide sanitarie più urgenti.
I ragazzi vesuviani hanno dibattuto a lungo con i loro coetanei americani confrontandosi su dieta mediterranea e modelli occidentali, su stagionalità e spreco, sul tempo contadino e consumo veloce.
Nel laboratorio sulla fermentazione delle verdure gli studenti hanno messo le mani in pasta, imparato tecniche antiche, assaggiato prodotti naturali. Una lezione di microbiologia diventata inevitabilmente anche corso italiano.
“Le transizioni ecologiche passano dalla tavola e dalle scelte quotidiane. Ma passano anche dal dialogo tra popoli diversi”, ha spiegato Vincenzo Capasso, responsabile del Polo. “Quando culture diverse si confrontano, l’ambiente smette di essere tema tecnico e diventa grammatica condivisa. Le esperienze nate qui possono diventare esempi internazionali”.
Salvare il pianeta si impara anche conoscendo l’altro.




















