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Ha prodotto l’effetto atteso, l’inchiesta delegata dalla Procura regionale presso la Corte dei conti della Campania alla Polizia Locale di Napoli (titolare vice procuratore generale Davide Vitale) che negli ultimi giorni, dopo il blitz di venerdì 5 dicembre (peraaltro ancora in corso), ha iniziato a passare al setaccio le concessioni dell’amministrazione comunale per l’installazione di dehors e gazebo nel quartiere Vomero della città. 

Gli accertamenti interforze della Municipale – così come specificatamente voluto dalla autorità giudiziaria – si sono concentrati sul corretto utilizzo degli spazi concessi, sia dal punto di vista dell’area occupata, sia soprattutto e con particolare attenzione sotto il profilo della conformità delle tipologie di strutture/utilizzo introdotte dagli operatori rispetto a quelle annoverate nella concessione. E in molti casi, dopo i rilievi, e i consequenziali primi approfondimenti giudiziari, i titolari di bar, ristoranti, pizzerie e pub hanno deciso di porre rimedio alle violazioni tornando nell’esatto perimetro dei termini e delle condizioni delle concessioni ottenute, la cui violazione – come intercettato dalla inchiesta e dalla articolata delega che fonda tutti gli accertamenti investigativi (circa dieci tipologie di verifiche su cinque direttrici) intrapresi dagli uomini agli ordini del generale Esposito – determina una circostanza di danno erariale da erronea quantificazione del canone.
I controlli – si ribadisce di esclusivo input giudiziario e aventi ad oggetto anche i profili di irregolarità urbanistico/edilizia – hanno fatto emergere altresì casi di rilevanza penale, per manufatti che oltre a essere illeciti e irregolari perché non previsti dalla concessione risultavano integrare veri e propri abusi edilizi. Sono emerse quindi sistematiche difformità rispetto agli spazi concessi che hanno determinato e continuano a procurare un danno erariale per il comune sotto il profilo della corretta determinazione del corrispettivo: in sostanza il quadro dei primi accertamenti è a tinte decisamente fosche, contraddistinto da una assoluta e sistematica irregolarità delle installazioni lì dove distinte da quelle in toto assentite, cosiddette dehors di tipo b.

La vicenda ha fatto registrare anche un post sui social della presidente della quinta municipalità: “Sono due le tipologie di accertamenti diverse, – scrive la presidente Cozzolino – quella relativa ai sequestri dei dehors è legata alla difformità dello status quo rispetto alle concessioni e alla realizzazione di strutture difformi, e i relativi contro sono stati realizzati anche con la collaborazione del nucleo abusivismo edilizio su segnalazioni della municipalità quinta attraverso commissioni, consigli, tavolo di osservazione sulla sicurezza e legalità e prefettura”. 

“Le attività della procura della Corte dei conti – ha detto il Procuratore Regionale della Corte dei conti della Campania, Antonio Giuseppone – come questa avente esclusivamente ad oggetto il corretto utilizzo di suolo pubblico e non certo la regolarità dei pagamenti – servono a ricondurre la gestione della cosa pubblica sui binari della legalità, della efficacia e della efficienza, e ciò a maggior ragione allorquando la medesima é demandata ad operatori privati nel pubblicistico regime di concessione, anche al fine di una sana e doverosa tutela della concorrenza”. “I beni e il denaro pubblico – ha ricordato il magistrato – sono di tutti e proprio per questo alla medesima collettività devono ritornare in possibilità di fruizione e servizi mediante una gestione avvinta da trasparenza e oculatezza, nonché tesa alla massima valorizzazione della sottostante finalità collettiva. E se ci sono casi di irregolarità non si può non chiamare a rispondere l’autore di queste irregolarità oltre che sempre sollecitare se non mettere nelle condizioni l’amministrazione di tutelare le proprie ragioni. Fa piacere poi che le amministrazioni possano riavviare al meglio i controlli di loro specifica pertinenza ed esercitare le proprie prerogative di tutela proprio su impulso se non in ragione di manifeste e ricorrenti distorsioni fatte emergere da attività info-investigative istruite e disposte dall’ufficio requirente contabile”.

“In questi tre anni – ha ricordato Giuseppone – l’effetto conformativo della nostra azione lo abbiamo toccano con mano in molti settori, come nella sanità. La procura, voglio ricordarlo ancora una volta, è riuscita a far recuperare nelle casse di più Asl decine di milioni di euro, per diversa e distinta macroscopica causa, illegittimamente liquidati a strutture convenzionate. Per noi è fondamentale l’effetto conformativo come lo è il fatto che le amministrazioni, su nostra specifica sollecitazione, alla luce di risultanze istruttorie condivisibili, operino un livello di controllo avanzato e più pregnante, intraprendendo processi di auto correzione”. La Procura, secondo quanto si apprende, è determinata ora a continuare a seguire passo dopo passo il ripristino della legalità (a valle e a monte del titolo) per ciascuna concessione di suolo pubblico, “sia quando avviene, alla luce degli accertamenti delegati dal pm contabile, ma spontaneamente, poiché in ragione delle regolarizzazioni intraprese per rimuovere provvedimenti cautelari penali, sia allorquando dovrà necessariamente passare attraverso il corretto esercizio delle prerogative intestate alla amministrazione comunale, sia sotto il profilo gestionale piuttosto che con riguardo al più opportuno e risolutivo (del selvaggio fenomeno) indirizzo politico/amministrativo”, riferiscono fonti investigative.