Tempo di lettura: 3 minuti

L’ombra del 2012, l’anno segnato dal fallimento di EAV Bus, torna a proiettarsi sul trasporto pubblico locale campano. A denunciarlo sono i comitati dei pendolari delle Linee Flegree e Vesuviane, che in un duro comunicato parlano apertamente di una situazione ormai fuori controllo e di una gestione che, a loro dire, starebbe ripercorrendo errori già visti in passato.

Secondo i pendolari, la gestione attuale di EAV avrebbe imboccato “un binario morto”, con una situazione che sarebbe stata prevedibile da tempo. Nel documento si richiama una metafora amara: “la morale del porcile”, ovvero il silenzio generale finché i problemi riguardavano altri, fino a quando le conseguenze non sono diventate inevitabili per tutti. Oggi, sostengono i comitati, la protesta appare tardiva rispetto a un disastro annunciato da anni.

Nel mirino finisce soprattutto la narrazione del risanamento aziendale. “Si continua a ripetere che l’azienda è stata ereditata in condizioni fallimentari e risanata”, scrivono i pendolari, che però contestano questa versione chiedendo trasparenza sui contenziosi legali e sui costi sostenuti negli anni. Nel comunicato si sollecita anche un controllo più attento sull’utilizzo dei fondi pubblici destinati al trasporto locale e sull’efficacia delle scelte amministrative compiute.

Un altro punto critico riguarda il rapporto con i lavoratori. I comitati parlano di una gestione conflittuale, con un clima di tensione che avrebbe portato spesso lo scontro nelle aule di tribunale invece che al tavolo del confronto. Una situazione che, secondo i pendolari, finirebbe per gravare ulteriormente sulle casse pubbliche senza produrre miglioramenti concreti nel servizio.

Le critiche toccano anche le scelte tecniche e infrastrutturali. I pendolari contestano in particolare l’acquisto di nuovi convogli da fornitori diversi da quelli storicamente legati alle linee vesuviane, mentre sul territorio — denunciano — restano numerose stazioni chiuse o in stato di abbandono, esposte a degrado e vandalismo.

Tra i punti più contestati c’è poi l’introduzione del nuovo sistema di bigliettazione SVR. Secondo i comitati, si tratterebbe di una tecnologia datata, che starebbe generando difficoltà sia per i dipendenti sia per gli utenti, con disagi particolarmente pesanti per le fasce più anziane della popolazione alle prese con l’acquisto e la convalida dei titoli di viaggio.

Infine, nel comunicato emerge un dato che i pendolari definiscono “paradossale”: negli ultimi anni sarebbero stati assunti oltre mille nuovi dipendenti. Nonostante ciò, molte stazioni e fermate continuerebbero a restare senza personale, alimentando la percezione di un servizio sempre più fragile e disorganizzato.

Per i comitati delle Linee Flegree e Vesuviane il tempo delle giustificazioni sarebbe finito. I viaggiatori, concludono, non sono più disposti ad accettare spiegazioni e promesse: quello che chiedono ora sono interventi concreti e un miglioramento reale del servizio.