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Gli espropri a Borgo Coroglio? Il sindaco-commissario Gaetano Manfredi ha rivendicato di averli bloccati, nel consiglio comunale a Bagnoli del 3 marzo scorso. Ma adesso occorre “certezza“, e “mettere un punto a questa situazione” dice Paola Minieri, portavoce del Comitato di proprietari residenti. In altre parole: lo stop alla procedura espropriativa andrebbe formalizzato, nero su bianco. Altrimenti sarebbero solo “buoni propositi” aggiunge Minieri, sottolineando come i residenti del borgo “non ne possono più”.

Lo stesso Manfredi ha ricordato che, per fermare l’iter, va modificata una norma. L’invito del comitato al commissario è di passare subito dai proclami “ai fatti”. Il comitato chiede anche una scadenza: prima delle elezioni comunali e dell’America’s Cup. Secondo loro, questo garantirebbe trasparenza alla promessa del sindaco. “Il comitato dei proprietari delle abitazioni di Coroglio – spiega la portavoce – dopo il consiglio comunale si è riunito per fare il punto della situazione. Si sta compattando e unendo e alcuni proprietari che prima volevano i soldi e andare via adesso mi hanno detto: Paola perché andare!”. La sensazione, dunque, è di vivere una fase importante. Forse perfino decisiva, per una vertenza ormai storica. Gli espropri di Coroglio sono un pezzo rilevante del piano di rigenerazione a Bagnoli. Un progetto che ora andrebbe rivisto, secondo gli auspici dei proprietari. Ma del resto, anche l‘arrivo dell’America’s Cup ha comportato variazioni. E non di poco conto. “Noi non siamo contro la Coppa America, anzi – precisa Minieri – è un evento per noi molto importante e non ostacoliamo, ma siamo contro le speculazioni edilizie”. La richiesta: “Chiediamo la riqualificazione delle nostre case, e chi vuole rimanere deve avere la possibilità di farlo”.

Coroglio potrebbe essere un piccolo angolo di paradiso, a picco sul mare. Gli uomini e gli eventi ne hanno curvato il destino, tra incuria e degrado. E i proprietari residenti non ne fanno una questione economica. C’è altro, dietro la loro lotta. Un patrimonio di identità, storia, legami familiari. “Meritiamo di vivere qui – sostiene la portavoce del comitato – dopo che abbiamo respirato il veleno delle fabbriche e tutti i disagi che continuiamo ad avere a causa della movida, a causa dell’abbandono totale da anni”. In pratica, la rinascita di Bagnoli sarebbe una benedizione, “ma non sulla nostra pelle”. In ogni caso, Paola Minieri mantiene fermo un proposito, la scintilla da cui è partita la sua battaglia: “Io la mia casa non gliela darò mai, andrò avanti e farò conoscere al mondo intero ciò che intendono fare”.