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Spazio anche a chi ha reso queste Olimpiadi possibili, una parte di un meccanismo che non può mancare se si ha intenzione di far funzionare un ingranaggio che deve essere pressochè perfetto.

E al netto di qualche piccola sbavatura, Milano Cortina 2026, l’esperimento della competizione diffusa, può essere annoverata come manifestazione ampiamente riuscita. Serve l’organizzazione, servono gli atleti ma, soprattutto, servono i volontari.

Per l’edizione italiana della competizione a cinque cerchi ne sono stati coinvolti ben 18mila e a loro è stato reso onore nel giorno della chiusura all‘Arena di Verona. Per tutti il grande applauso, ma la gloria è andata tutta a Mario Gargiulo, napoletano di nascita ma veronese di adozione, vicino alla soglia dei 90 anni, era lui il volontario più anziano della truppa.

E a lui è stato affidato il compito di rappresentarli tutti prendendosi l’ovazione del pubblico sulle note di Gabry Ponte.

Non era la prima Olimpiade per il buon Mario, 70 anni prima aveva rivestito lo stesso ruolo nei giochi di Cortina del 1956. E ora è ritornato con un sorriso ancora più radioso e l’entusiasmo che è pari a quello dei tanti giovani che lo hanno accompagnato in questo delicato compito. Essere un ingranaggio perfetto in una manifestazione che sarà ricordata per sempre.