Tempo di lettura: 12 minutiAlle ore 7.58 di questa mattina, Papa Leone XIV è partito in elicottero dall’eliporto del Vaticano per recarsi in visita pastorale ad Acerra (Napoli) per incontrare le popolazioni della “terra dei fuochi”.
“Stamattina Acerra diventa il centro. Abbiamo sofferto questa maledizione che va sotto il nome di Terra dei fuochi. E’ solo una cosa di cui si deve dire: ‘mai più, mai più’. Dalla nostra sofferenza devono imparare tutti gli altri”. Così don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano e prete simbolo delle lotte per l’ambiente, raggiungendo la cattedrale di Acerra dove è atteso Papa Leone XIV per la sua visita nella Terra dei fuochi alla vigilia dell’anniversario della pubblicazione dell’enciclica “Laudato sì”.
Don Patriciello, da anni vicino alle famiglie delle vittime della Terra dei fuochi, ha sottolineato che “non si può continuare ad inquinare la Terra”. “Non ho ancora parlato con il Santo Padre – ha proseguito – ma il vescovo di Acerra sicuramente gli spiegherà la situazione”. Il prelato inoltre ha affermato che bisogna fermare lo “scempio”. “Gli industriali – ha aggiunto – non possono continuare a produrre e poi per risparmiare sui costi vanno a inquinare le terre e ad ammazzare le persone: questo non lo possono fare. Basta. È vero, c’è stato chi ha negato la Terra dei fuochi, e se lo ha fatto per interessi economici si deve solo vergognare e chiedere perdono. Per chi lo ha fatto per ignoranza apriamo le braccia, ma nessuno di noi è un maestro. Io ho imparato tutto piano piano, giorno per giorno perché c’era veramente il grido di un popolo che piangeva che gridava, ma erano chiuse tutte le porte. E pensate che una legge sui reati ambientali l’abbiamo avuta nel 2015, perché l’Italia non aveva neanche una legge per punire questi eco delinquenti, questi eco camorristi”.
Don Maurizio, infine, ha ricordato il suo incontro con il pentito Schiavone: “Lui mi disse che erano stati loro, gli industriali del nord a cercare la camorra – ha concluso – e che gli avevano detto che trafficando con la droga rischiavano, mentre con la ‘munnezza’, interrando i rifiuti tossici, si guadagnava tanto senza rischi”.
12mila fedeli nelle strade per il Papa
Sono circa 12mila, al momento, i fedeli nelle strade di Acerra che attendono l’arrivo di Papa Leone XIV. E’ quanto si apprende da fonti della diocesi. Il Pontefice non è ancora arrivato ed è verosimile che il numero delle persone crescerà nella mattinata.
Il Papa è arrivato ad Acerra
Il Papa è arrivato ad Acerra. L’elicottero è atterrato nel campo sportivo “Arcoleo” di Acerra. Papa Leone è stato accolto da mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra; Roberto Fico, presidente della Regione Campania; Michele Di Bari, Prefetto di Napoli; e Tito d’Errico, sindaco di Acerra.
Successivamente, Papa Leone XIV si trasferirà in auto alla Cattedrale di Santa Maria Assunta di Acerra, dove incontrerà i vescovi, il clero, i religiosi e le famiglie delle vittime di inquinamento ambientale.
Il Papa ad Acerra, arrivato in cattedrale, saluta i fedeli
Papa Leone XIV è arrivato alla Cattedrale di Acerra. E’ stato accolto dalle campane in festa e dalla banda musicale. Prima di entrare in chiesa Leone sta salutando i fedeli rimasti fuori per mancanza di spazio.
Il Papa ad Acerra, qui un concentrato mortale di interessi oscuri
Il Papa ad Acerra ha ricordato che “già Papa Francesco avrebbe desiderato venire qui, in quella che ha tristemente preso il nome di ‘terra dei fuochi’, ma non gli fu possibile. Oggi vogliamo realizzare il suo desiderio, riconoscendo il grande dono che l’Enciclica Laudato si’ ha rappresentato per la missione della Chiesa in questa terra. Infatti, il grido della creazione e dei poveri tra voi – ha sottolineato Leone – è stato avvertito più drammaticamente, a causa di un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune, che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale. È un grido che chiede conversione!”. “Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente”. Lo ha detto il Papa nella Cattedrale di Acerra parlando ai familiari delle vittime della ‘terra dei fuochi’. “Sono qui, però, anche per ringraziare chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa – ha detto ancora Leone – che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza”.
Il Papa, la criminalità uccide ma possiamo rialzarci
Nonostante la situazione sembri senza via d’uscita, bisogna sperare che un domani doverso sia possibile. E’ quanto in sintesi ha detto il Papa nel suo discorso nella Cattedrale di Acerra. “Le nostre Chiese hanno la missione di fare risuonare qui e oggi la Parola di Dio. Questa Parola ci domanda se crediamo nelle sue stesse possibilità: è Parola di vita. Se oggi ci incontriamo, è per rispondere a questa Parola. E rispondiamo così: Signore, la morte sembra essere dappertutto, l’ingiustizia sembra avere vinto, la criminalità, la corruzione, l’indifferenza uccidono ancora, il bene sembra restare inaridito” ma “Tu sai che possiamo rialzarci, perché tu stesso ci prendi per mano. Tu sai che il nostro deserto può fiorire. Tu sai cambiare il lutto in gioia”, ha detto Leone XIV.
Scardinate la cultura della prepotenza
Il Papa, nel suo primo discorso ad Acerra, invita tutti, a partire dagli uomini di Chiesa, a manifestare “quotidianamente l’autorità del servizio, che si abbassa e avvicina, che fa il primo passo e perdona. Va infatti scardinata una cultura del privilegio, della prepotenza, del non rendere conto, che troppo male ha fatto a questa terra, come a molte altre regioni dell’Italia e del mondo”. Dio “ispiri forme nuove di annuncio, di cooperazione, di rigenerazione ambientale e sociale. Esiste infatti una spiritualità dei luoghi, ma che deve tutto alla spiritualità delle persone. Il cambiamento del mondo, infatti, inizia sempre dal cuore”.
Il Papa lascia il duomo dopo incontro con vittime Terra dei fuochi
Il Papa ha lasciato il Duomo di Acerra e si sta dirigendo in papamobile verso Piazza Calipari, dove migliaia di fedeli sono in attesa dalle prime ore del mattino. Nella cattedrale acerrana Leone XIV si è trattenuto a lungo con i genitori di numerosi bambini e giovani morti per malattie legate all’inquinamento ambientale. Erano presenti anche alcuni ragazzi che stanno tuttora lottando contro patologie oncologiche.
Il Papa lascia la cattedrale, ora incontra i sindaci Terra dei fuochi
Il Papa ha lasciato la Cattedrale per recarsi in papamobile a piazza Calipari per incontrare i sindaci della cosiddetta ‘terra dei fuochi’, seconda e ultima tappa della sua visita ad Acerra.
Il Papa ad Acerra, no alla rassegnazione, scegliamo la giustizia
Il Papa, nell’incontro ad Acerra, con i sindaci e le popolazioni dei novanta comuni della ‘terra dei fuochi’, ha voluto dare un messaggio di speranza: “La vita c’è e contrasta la morte; la giustizia esiste e si affermerà. Occorre, certo, scegliere la vita e liberarsi dai legami di morte. C’è sempre una sottile convenienza nella rassegnazione, nei compromessi, nel rimandare le decisioni necessarie e coraggiose. Il fatalismo, il lamento, lo scaricare la colpa sugli altri sono il terreno di coltura dell’illegalità e un principio di desertificazione delle coscienze. Per questo – ha chiesto il Papa – vorrei dire a tutti voi: assumiamoci ognuno le proprie responsabilità, scegliamo la giustizia, serviamo la vita! Il bene comune viene prima degli affari di pochi, degli interessi di parte, piccoli o grandi che siano”.
Il Papa ad Acerra, questa terra ha sepolto tanti suoi figli
“Questa terra ha pagato un tributo alto, ha sepolto tanti suoi figli, ha assistito alla sofferenza di bambini e innocenti. Il valore e il peso di quel dolore impongono di provare insieme a essere testimoni di un nuovo patto. Siete in cammino verso il tempo della rinascita, che non è tempo di rimozione, ma di azione etica e di memoria operosa. È il momento di uno sguardo contemplativo, quello cui l’Enciclica Laudato si’ ha richiamato tutti gli esseri umani, ciascuno a partire dalle sue responsabilità”. Lo ha detto il Papa ad Acerra nell’incontro con i sindaci della ‘terra dei fuochi’.
Il Papa, lasciare al mondo figlie e figli migliori
Il Papa, nel discorso ad Acerra, torna a lanciare un monito contro il “moltiplicarsi dei conflitti, dietro ai quali c’è la corsa all’accaparramento delle risorse; lo vediamo resistere ogni volta che chi ha responsabilità politiche e istituzionali è troppo debole verso chi è forte; lo ritroviamo attivo in uno sviluppo tecnologico che mira ai vertiginosi profitti di pochi ed è cieco davanti alle persone, al loro lavoro e al loro futuro. Per questo, se siamo chiamati a cambiare, è a partire dal nostro sguardo”.
Leone XIV ha sottolineato ancora: “Secondo alcuni, lasciare un mondo migliore ai nostri figli è diventata un’ambizione molto grande. Non lo deve essere, però, la missione di lasciare al mondo figli e figlie migliori. L’impegno educativo è alla nostra portata ed è prioritario”. “Non è facile ammetterlo, tuttavia è questo l’inizio del futuro: è come una porta che si apre su ciò che fin qui non abbiamo pensato, né creduto, né amato abbastanza”, ha concluso il Pontefice.
Familiari vittime Terra dei Fuochi incontrano il Papa, ‘lui la nostra speranza’
“Un’emozione grande incontrare Leone XIV, e ci aspettiamo che la sua voce arrivi a chi ci deve dare una mano per sanare questa terra, perché vedere mia figlia che ora ha 20 anni, dopo la morte del papà e della sorellina, vivere avendo paura di qualsiasi cosa, non è possibile”. Così Angela, mamma di Ilenia, 18 mesi, e moglie di Carmine, 40 anni, morti rispettivamente nel 2011 e 2013 nella cosiddetta Terra dei Fuochi, dopo aver incontrato Papa Leone nel duomo di Acerra.
“Mia figlia Tania, che ha perso il papà e la sorellina, ha chiesto di incontrare il Pontefice – ha aggiunto – perché vogliamo una speranza dopo che la nostra famiglia si è sgretolata in appena due anni, siamo qui per un senso di giustizia verso i nostri cari che non ci sono più. Mio marito Carmine è morto in pochi mesi per un tumore fulminante al colon. La morte di mia figlia Ilenia, invece, non ha ancora una risposta. Non sappiamo perché è morta, ma i medici ci dissero che il motivo sta nella ‘Terra dei fuochi’. Abbiamo fatto anni di terapia, perché eravamo convinti che dopo di loro toccasse a noi, all’altra mia figlia, e per una madre vivere così è allucinante. Questa terra ci sta togliendo tutto”.
“Ho voluto incontrare il Papa perché dobbiamo ricordare che la dignità delle persone vale più di tutto – le ha fatto eco Tania, con le lacrime agli occhi – oggi, nel 2026, non si può più sentire che si muore per tumori, soprattutto a causa dell’inquinamento. Quindi il nostro è stato più un grido, una richiesta di speranza, la speranza che dopo questa visita cambi qualcosa. Non se ne può più. Siamo stanchi”.
Il Papa nella terra dei fuochi, non colpite solo l’ultimo anello
Il Papa ad Acerra chiede di “correggere la rotta, agire ogni giorno su abitudini e pregiudizi in cui ci siamo accomodati, vedere oltre il nostro recinto significa davvero incontrarci. È talvolta un sentiero in salita e poco tracciato. Un esempio concreto: il nome ‘terra dei fuochi’ – ha sottolineato Leone XIV – rinvia ai roghi accesi ai margini delle città, talvolta da minoranze respinte ed emarginate di fratelli e sorelle di cui pochi hanno conoscenza e stima. L’emarginazione produce sempre insicurezza: la via in salita è contrastare l’emarginazione, non gli emarginati, è rompere l’intera catena, non colpire solo l’ultimo anello”, ha chiesto Prevost.
Il papà di una vittima 25enne, ‘grazie al Papa, ora non ci si fermi’
“Il Papa ci ha stretto la mano, ha ascoltato qualche piccolo pezzo di storia delle famiglie presenti, e ci ha fatto emozionare, perché è stato gentilissimo con ognuno di noi. Adesso la speranza è che non ci si fermi, che non finisca tutto in un fatto mediatico temporaneo”. Lo ha detto Angelo Venturato, papà di Maria, morta nel 2016 a 25 anni per un tumore, dopo l’incontro, insieme con la moglie, nella cattedrale di Acerra con Papa Leone XIV.
“Il Pontefice ha fatto quello che poteva fare – ha aggiunto – lo ringraziamo, così come diciamo grazie al vescovo Di Donna. Il Santo Padre ci ha detto che farà un monito a tutti, a tutte le Istituzioni, e secondo me è importante, perché la voce del Papa ha la sua importanza a livello internazionale e spero faccia capire che si deve cambiare, perché questa deve tornare ad essere Campania Felix, in quanto l’etichetta di Terra dei fuochi non ci piace. Qui si viveva bene una volta, si mangiava bene, si respirava aria pulita, e deve tornare ad essere così. Ci sono stati troppi morti. Troppi. E mia figlia è stata una delle vittime. Aveva 22 anni quando abbiamo scoperto il brutto male, si doveva sposare un mese dopo. A casa ho ancora il suo vestito da sposa”.
Angelo ha fondato, in ricordo della figlia, l’associazione “Se allunghi la mano troverai la mia”, con la quale supporta gratuitamente i malati oncologici: “ho rispettato la volontà di Maria – ha concluso – accompagniamo i malati che hanno difficoltà a fare terapia negli ospedali, e se c’è bisogno forniamo anche qualche presidio medico. Maria così voleva”.
Il Papa ha lasciato Acerra, rientra in Vaticano
Il Papa ha lasciato Acerra. E’ in volo sull’elicottero verso il Vaticano.