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E’ Lara che ci sta dando la forza e ci ha detto a chiare lettere che ripartiremo più forti di prima”. Lucio Pierri è un attore della compagnia stabile del teatro Sannazaro di Napoli. “Lara Sansone e Sasà al momento non se la sentono di parlare ma dopo il primo attimo di scoramento hanno subito reagito e ci stanno dando forza, ne sono certi noi ripartiremo -ha detto – Dovevamo andare in scena questo fine settimana, la stagione era tutta sold out. Questo non è solo un teatro questo è un simbolo di Napoli e noi ritorneremo”. 
 
“In rappresentanza della fondazione Premio Napoli, e anche a titolo personale, mi dico disponibile da subito a qualsiasi iniziativa sia utile all’immediato ripristino del teatro. Chiamiamo a raccolta tutti, istituzioni, mondo della cultura e dello spettacolo, per una serie di rappresentazioni da fare negli altri teatri della città il cui ricavato vada integralmente devoluto a questa finalità”. Lo scrittore Maurizio De Giovanni, presidente del Premio Napoli, così interviene in merito all’ incendio che ha distrutto il teatro Sannazaro.
Questo appello è rivolto a tutto il mondo della cultura: attori, registi, musicisti e produttori. Chiediamo adesioni esplicite”, conclude.
 
Sono sconvolto per quanto accaduto al Sannazaro” dice Luca De Fusco, direttore del Teatro di Roma, napoletano di origine. “Conosco Lara Sansone e il marito Sasà Vanorio da anni, con loro abbiamo anche lavorato e collaborato più volte, e so con quanto amore e dedizione portano avanti quel Teatro nel quale è stata scritta una parte importante della storia del teatro napoletano.
Spero che le istituzioni li aiutino innanzitutto a trovare una sede dove proseguire la Stagione in corso che non va interrotta. E’ importantissimo che il Teatro venga tenuto in vita anche senza sede. Sarebbe perfetto il Teatro di Corte di Palazzo Reale! E mi auguro poi che ci sia sostegno istituzionale a livello locale e ministeriale per restituirlo il più velocemente possibile alla città e al suo pubblico”.
 
Sono sgomenta, piena di dolore e come me tanti artisti napoletani e non solo, perché il Teatro Sannazaro è uno dei simboli di questa città. La parola d’ordine è una sola per tutti: ricostruzione immediata, non perdete tempo, perché nell’immediatezza arriva la solidarietà a parole, sui social, ma non vorrei che poi le cose come spesso abbiamo visto accadere in questo paese rallentassero. Voglio e parlo a nome di tanti artisti e lavoratori dello spettacolo, una presa di posizione chiara delle istituzioni e degli enti preposti”. A parlare con l’ANSA, raggiunta al telefono, è l’attrice Marisa Laurito, che ribadisce di essere scossa per la perdita di un teatro che conosce molto bene: l’ultima volta è andata in scena proprio l’anno scorso con “Persone naturali e strafottenti” di Giuseppe Patroni Griffi.
“Si è vero ma – aggiunge – non parliamo di me. Hanno calcato quel palco tantissimi artisti, molti si stanno già mobilitando. Maurizio De Giovanni ad esempio ha lanciato una campagna fondi organizzando e sostenendo iniziative, letture, incontri e spettacoli il cui ricavato possa contribuire alla ricostruzione immediata. Io penso che non basterà e dico a tutti di unire le forze. Ribadisco anche alle istituzioni: tirate fuori le vostre di forze”.
 
Il Teatro Sannazaro è patrimonio di Napoli, e come tale appartiene a tutti noi. L’incendio che stamattina ne ha devastato la struttura è una perdita che colpisce non soltanto chi nel teatro lavora e lo frequenta, ma l’intera comunità culturale della città e del Paese”.
Lo dice, in una nota, Matteo Lorito, rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Esprimo la vicinanza più sincera, mia e di tutta la comunità federiciana, a Lara Sansone e a quanti, con lei, avevano fatto del Sannazaro un luogo di produzione artistica viva, autentica, capace di tenere insieme la grande tradizione del teatro napoletano e le energie più fresche della scena contemporanea”, conclude Lorito.
 
Il Sannazaro? Lo potranno ricostruire sole le istituzioni. Non so a quanto ammontano i danni, è difficile quantizzarlo ma per riscostruirlo dovranno essere seguite delle precise prescrizioni”. Oscar Di Maio, comico e cabarettista napoletano, che al Sannazaro ha esordito a 15 anni, dice di essere affranto. Appartenente ad una famiglia di artisti napoletani, Di Maio ricorda che suo zio Gaetano è stato uno tra i pochi che al teatro di via Chiaia a Napoli ha tenuto uno spettacolo per sette mesi. “Sono affranto. Che posso dire di più?”, riprende Di Maio che negli anni passati ha conquistato il pubblico televisivo nei panni del ‘Cafone’. “La cosa mi addolora anche per un altro motivo. Posso dirlo?“, chiede Di Maio. “Perché sto leggendo tante dichiarazioni di solidarietà e di vicinanza da parte di tante persone che semmai sono state ‘indifferenti’ al Sannazaro”, prosegue ancora.
“Noi artisti possiamo fare degli spettacoli gratis ma si dice sarà una goccia di acqua che non leva sete. Per questo ritengo che dovranno muoversi le istituzioni”, conclude Di Maio.
 
Un abbraccio agli amici napoletani che perdono il Teatro Sannazaro. Vicinanza ai colleghi, ai tecnici ed alla città tutta che perde un luogo importante per la vita culturale di Napoli. Con il teatro si racconta e si sviluppa la cultura e l’anima di una città. A disposizione per sostenere la rinascita del Sannazaro”. Lo scrive su Instagram Alessandro Gassmann.
 
Il Teatro Nazionale di Napoliesprime la più sincera vicinanza e solidarietà” al Sannazaro distrutto da un incendio. “Oggi è un giorno di grande dolore per la cultura partenopea”, dicono in una nota il presidente Luciano Cannito, il direttore artistico Roberto Andò e il direttore generale Mimmo Basso.L’incendio che ha colpito il Teatro Sannazaro, simbolo di storia e arte dal 1847, ci lascia sgomenti. Siamo vicini a tutti i lavoratori, agli artisti e al pubblico che hanno fatto vivere quel palcoscenico. Come Teatro Nazionale di Napoli, siamo accanto ai colleghi e alle maestranze. Offriremo tutto il sostegno e la collaborazione possibili affinché il teatro torni presto a rivivere”.
 
Ne ho visti tanti chiudere e diventare supermercati o grandi magazzini ma il fuoco fa male. Brucia e manda in fumo le emozioni di una vita, lo sforzo e il sacrificio per aprirsi al cuore e agli occhi della gente! Sei rinato tante volte e succederà ancora. Mi stringo al dolore di Lara e Salvatore e a tutta la comunità del Teatro Sannazaro”: lo scrive su Facebook Isa Danieli, icona del teatro partenopeo.
 
Terribile tragedia.. grande dolore e dispiacere per questo bellissimo teatro. Sono vicina a Lara Sansone e a tutti coloro che lavorano presso il Teatro Sannazaro in questo momento così difficile”. Lo scrive su Facebook Lina Sastri che nel teatro partenopeo ha portato lo spettacolo ‘Voce ‘e notte’, un’esplorazione del mondo musicale drammaturgico e poetico napoletano, poi diventato anche un cd.
 
Il sovrintendente Fulvio Adamo Macciardi e i tutti i lavoratori del Teatro di San Carlo “esprimono profonda vicinanza e sincera solidarietà al Teatro Sannazaro, alla sua direzione, alle maestranze, agli artisti e a tutta la comunità che da generazioni anima e custodisce uno dei luoghi storici della scena teatrale napoletana”. “In momenti come questo, il senso di appartenenza alla comunità culturale si fa ancora più forte. L’incendio di oggi colpisce nel profondo un palcoscenico di grande storia e tradizione, non solo per la città di Napoli: il San Carlo si stringe al Sannazaro, condividendone il dolore e rinnovando pieno sostegno e solidarietà”, ha detto Macciardi. 
 
Le fiamme al Teatro Sannazaro. Il primo pensiero: chiamo mia figlia Greta istintivamente anche se so che sta a casa, il secondo pensiero va a Brigida non so perché, poi al mio periodo lì, due anni da attore, regista ed autore. Facevamo mattinate, pomeridiane e serali e si provava lo spettacolo nuovo da presentare”. Lo scrive l’attore a autore Gianfranco Gallo, commentando sui social l’incendio al Teatro Sannazaro di Napoli.
A volte ho dormito sul palco del teatro. Lì ho scritto Quartieri Spagnoli, Annella di Portacapuana il musical Napoli 1799, le mie versioni di ‘Mprietseme a mugliereta e di Don Pascà passa ‘a vacca ma anche Non ci resta che ridere, la prima versione di Miracolo a delinquere che si chiamava in un altro modo perché Brigida voleva un titolo in napoletano e poi Un Vizietto napoletano, Papà non ha figli e vari Cafè Chantant” ricorda. “Per me, come autore di commedie, ha rappresentato una palestra ed un ‘esperienza uniche. Scrivevo come i vecchi autori per la Compagnia Stabile, avevo quegli attori e a quelli dovevo affidare i ruoli, per cui scrivevo in realtà per loro” sottolinea.
Sono profondamente scosso, come se la memoria volutamente smarrita si fosse in un solo momento ripresentata e ricca di dettagli. Ad ora non so quali siano i danni reali, spero che si possa riprendere l’attività immediatamente. È un teatro meraviglioso, di una bellezza unica. Forza! Vedo ora l’intervista del comandante dei vdf che dice che il teatro non c’è più – conclude -. Tristezza assoluta”.
 
Il mio amato e adorato Teatro Sannazzaro di Napoli distrutto dal fuoco! Tuttooooo. Un monumento nazionale architettonico e artistico in fumo. Ci sono ancora le fiamme che continuano a distruggere”. Così sui social l’attore Leopoldo Mastelloni, che negli anni ’70, a inizio carriera, calcò più volte il palcoscenico del teatro partenopeo andato in fumo oggi divorato dalle fiamme. 
 
Non possiamo che essere al fianco del Teatro Sannazaro, oggi più che mai. Perché quando un teatro viene ferito, non bruciano solo legno e velluti: vacilla una parte dell’anima collettiva, si incrina un presidio di memoria, bellezza e lavoro”. Lo scrive su X il teatro La Fenice di Venezia, a sua volta devastato dalle fiamme nel 1996. “Sappiamo cosa significa assistere al sipario che si chiude nel silenzio delle fiamme. E dalle ceneri si può rinascere (più forti di prima)”.
 
“Il teatro Sannazaro è parte fondamentale della cultura popolare e profonda della città di Napoli. Quello che è successo è un dolore ancora più tragico in contrapposizione alla copiosa mole di gioiosa allegria che negli ultimi decenni questo luogo ha saputo regalare a migliaia e migliaia di spettatrici e spettatori che lo hanno affollato” Lo afferma l’attore, commediografo e regista Vincenzo Salemme in una dichiarazione all’ANSA nella quale commenta l’incendio dello storico teatro partenopeo.
La grande artista Luisa Conte ne ha fatto un vero e proprio punto di riferimento nel panorama teatrale, non solo napoletano. È un teatro conosciuto in tutto il Paese e quindi patrimonio di tutti. Bene ha fatto il ministro della Cultura ad aggiungersi alle voci addolorate del primo cittadino, il sindaco Manfredi e a quella del presidente Fico dichiarando che ‘il Sannazaro tornerà a splendere’“, sottolinea. “Per me, sia come artista che ha calcato le tavole di quel palcoscenico sia come spettatore il Sannazaro è un luogo dove hai la sensazione, ogni volta che ci entri, di un posto dove lo spazio e il tempo smettono di essere regolate dalle leggi fisiche per farsi dettare il ritmo vitale dalla magia delle emozioni – conclude -. Un abbraccio a Lara e a Ingrid Sansone”.
 
Veramente un grande dolore e profonda tristezza” dice di aver provato stamani Sergio Rubini leggendo la notizia dell’incendio del teatro Sannazaro, cui è particolarmente legato per avervi girato nel 2021 le scene principali del suo film su ‘I fratelli De Filippo’, che lì avevano lavorato nella stagione 1932-1933, e facendo finta fosse il Kursaal dove pure lavorarono in quell’epoca e vi debuttò ‘Natale in casa Cupiello’.
Quando va a fuoco un teatro e sempre una perdita dolorosa, una ferita al tessuto e la storia culturale di una città e non solo, trattandosi di una città con la storia teatrale di Napoli – spiega l’attore e regista – Una ferita che un pugliese come me sente in modo particolare, ricordando la tragedia del Petruzzelli. Spero come quello anche il Sannazaro venga presto ricostruito, ma comunque c’è un passato, un qualcosa che si sente come perduto per sempre. Ci sono certo i miei ricordi del tempo passato lì dentro rievocando proprio i De Filippo, ma mi riferisco al fatto che è il luogo dove Scarpetta costruì la propria fortuna. E’ il palcoscenico su cui Eduardo proprio nel 1933 incontrò Pirandello per la prima volta di persona, dando inizio a un’amicizia e una collaborazione che portò alla rappresentazione su quel palcoscenico di ‘Liolà’ e ‘Il berretto a sonagli’ in versione napoletana e poi, nel 1937, alla scrittura della commedia ‘L’abito nuovo’ a quattro mani”.
Per Rubini, che in teatro è nato come attore, Napoli è una capitale culturale proprio anche per la sua storia e amore per il teatro, quindi si dice “disponibile a far pressione e operare perché si ricostruisca al più presto questo glorioso luogo storico e spero, come annunciato dal sindaco, intanto si trovi il modo di non interromperne la stagione in corso”.
 
Ho il cuore lacerato. In quel teatro ho mosso i primi passi nel ’79 e quel teatro ha visto mio zio, l’ingegnere Morino, tra i protagonisti della ristrutturazione degli anni ’70 al punto che da allora divenne la bomboniera di via Chiaia. Sono vicino con tutto l’affetto a Lara e Sasa’ e mi auguro che si faccia presto chiarezza sulle cause di questo incendio che spezza il cuore dei napoletani e di tutti coloro che hanno voluto bene a Nino Veglia e Luisa Conte che avevano fatto di quel tempio il fiore all’occhiello del teatro napoletano”. Così l’attore Gino Rivieccio sull’incendio che ha distrutto il teatro Sannazaro di Napoli.