Tempo di lettura: 3 minuti
Sono stato io a versare il ghiaccio nel box dove era contenuto il cuore, ma abbiamo solo eseguito le direttive dell’equipe di Napoli”. E’ quanto ha messo a verbale l’operatore sanitario dell’ospedale di Bolzano davanti agli inquirenti, come riporta il quotidiano Alto Adige. Secondo l’operatore – dopo l’espianto – la chirurga “si è rivolta a me chiedendomi: ‘mi serve un contenitore di plastica’, intendeva un contenitore per il cuore. Io le ho risposto che non ne avevamo. Poi le ho fatto vedere i barattoli di istologia, dove mettiamo i pezzi anatomici”. Si tratta di contenitori in plastica non sterili. “Ha detto che andava bene, così gliel’ho dato”, ha affermato l’infermiere.
Poi sarebbe arrivata la richiesta del ghiaccio. “Ad un certo punto – dice l’oss – sono stato avvisato in sala che il ghiaccio era pronto. Sono uscito in presala operatoria, ho preso la scatola di polistirolo col ghiaccio, sono rientrato, l’ho mostrato alla chirurga di Napoli, e le ho detto ‘questo abbiamo’. Le ho chiesto se andasse bene e lei ha detto di sì”, riporta ancora il giornale Alto Adige. L’equipe di Napoli – sempre secondo l’oss – aveva un contenitore per il trasporto dell’organo “come quelli per il campeggio“. Dentro il ghiaccio al suo interno era semi sciolto.
Nella mia esperienza ci sono stati casi – ha detto l’infermiere bolzanino agli inquirenti – in cui l’intervento chirurgico veniva fermato o si posticipava se non si ha tutta l’attrezzatura pronta o le condizioni ottimali, anche per interventi programmati”. Nel frattempo, riporta il giornale, il coordinatore dell’officina sarebbe stato spostato a un altro incarico all’interno dell’ospedale di Bolzano.
 
A Bolzano il contenitore di plastica non sterile per il trasporto del cuore poi trapiantato a Napoli al piccolo Domenico Caliendo, deceduto al Monaldi la mattina dello scorso 21 febbraio, avrebbe avuto l’ok dalla cardiochirurga dell’ospedale partenopeo. La circostanza emerge dalle dichiarazioni rese da un operatore presente nella sala operatoria dell’ ospedale di Bolzano che ha avvertito la cardiochirurga di Napoli la quale avrebbe risposto che andava bene.
L’equipe giunta da Napoli, infatti, non aveva con sè il contenitore in cui viene sistemato il cuore, che a sua volta viene messo nel box frigo.
Rispondendo alle domande degli inquirenti l’infermiere, abilitato per il lavoro in sala operatoria, fa sapere che il contenitore in questione era uno dei barattoli “di istologia, dove noi mettiamo via i pezzi anatomici, sono contenitori in plastica non sterili”.Gli ho fatto vedere (alla dottoressa) questo contenitore e lei ha detto ‘va bene’ e gliel’ho dato”.
Secondo il racconto, la chirurga di Napoli ha poi preso il sacchetto al cui interno aveva messo il cuore e lo ha posizionato all’interno del barattolo istologico”.