Nell’ambito delle indagini sull’inquinamento del fiume Sarno, sigilli a una ditta specializzata nelle lavorazioni ortofrutticole, a un cantiere navale e nei confronti dei gestori di un capannone.
Secondo quanto viene reso noto dalla Procura di Torre Annunziata, coordinata dal procuratore Nunzio Fragliasso, i sequestri sono scattati nei confronti della C.D.O. Srl a Striano, della società “Antico cantiere del legno di Aprea Giovanni di Cataldo srl” di Torre Annunziata e di un capannone presente sempre a Torre Annunziata in gestione alla Capri Sea Service Srl.
Nel primo caso sono entrati in azione i carabinieri del nucleo forestale di Roccarainola, che hanno appurato come presso la C.D.O. vi fossero fanghi derivanti da operazioni di lavaggio e scarti di tessuti vegetali stoccati senza il rispetto delle regole derivanti dal deposito temporaneo di rifiuti.
I militari, inoltre, hanno constatato che i reflui industriali finivano in una caditoia collegata direttamente alla rete delle acque bianche.
Sequestrati in via d’urgenza lo scarico abusivo, il piazzale industriale, tutte le attrezzature industriali e i rifiuti depositi irregoilarmente.
All’Antico cantiere del legno, invece, è intervenuta la polizia municipale: gli agenti hanno scoperto che l’attività svolgeva la manutenzione, il trattamento, la rifinitura e il rimessaggio di imbarcazioni senza l’obbligatorio titolo ambientale. Sigilli a un’area di circa mille mq, 400 dei quali coperti.
Sempre a Torre Annunziata la Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e il nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Napoli, con il supporto tecnico dell’Arpac, hanno scoperto che era in corso l’attività di rimessaggio, con lavori di falegnameria e levigazione di un natante, in assenza delle autorizzazioni in materia ambientale.
Nel corso degli accertamenti è emerso che erano stati depositati, in modo incontrollato, rifiuti, pericolosi e non, derivanti proprio dall’attività di rimessaggio. Anche in questo caso si è proceduto al sequestro d’urgenza dell’area, ampia circa 2mila mq.
Secondo quanto viene reso noto dalla Procura di Torre Annunziata, coordinata dal procuratore Nunzio Fragliasso, i sequestri sono scattati nei confronti della C.D.O. Srl a Striano, della società “Antico cantiere del legno di Aprea Giovanni di Cataldo srl” di Torre Annunziata e di un capannone presente sempre a Torre Annunziata in gestione alla Capri Sea Service Srl.
Nel primo caso sono entrati in azione i carabinieri del nucleo forestale di Roccarainola, che hanno appurato come presso la C.D.O. vi fossero fanghi derivanti da operazioni di lavaggio e scarti di tessuti vegetali stoccati senza il rispetto delle regole derivanti dal deposito temporaneo di rifiuti.
I militari, inoltre, hanno constatato che i reflui industriali finivano in una caditoia collegata direttamente alla rete delle acque bianche.
Sequestrati in via d’urgenza lo scarico abusivo, il piazzale industriale, tutte le attrezzature industriali e i rifiuti depositi irregoilarmente.
All’Antico cantiere del legno, invece, è intervenuta la polizia municipale: gli agenti hanno scoperto che l’attività svolgeva la manutenzione, il trattamento, la rifinitura e il rimessaggio di imbarcazioni senza l’obbligatorio titolo ambientale. Sigilli a un’area di circa mille mq, 400 dei quali coperti.
Sempre a Torre Annunziata la Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e il nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Napoli, con il supporto tecnico dell’Arpac, hanno scoperto che era in corso l’attività di rimessaggio, con lavori di falegnameria e levigazione di un natante, in assenza delle autorizzazioni in materia ambientale.
Nel corso degli accertamenti è emerso che erano stati depositati, in modo incontrollato, rifiuti, pericolosi e non, derivanti proprio dall’attività di rimessaggio. Anche in questo caso si è proceduto al sequestro d’urgenza dell’area, ampia circa 2mila mq.





















