E’ morto Giuseppe Riccardi, il 32enne investito nella notte tra il 9 e il 10 agosto, da un taxi a Capri. L’uomo è deceduto nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove era stato trasportato viste le gravi condizioni in cui era arrivato nella struttura ospedaliera presente sull’isola.
Riccardi era originario di Boscoreale e lavorava a Capri come macellaio stagionale. L’incidente si era verificato mentre rientrava a casa. Il conducente del taxi si era fermato a prestare i primi soccorsi.
Una morte che il senatore campano di Forza Italia, Francesco Silvestro, ha definito “inaccettabile. Bisogna chiarire ancora la dinamica dell’incidente ma – spiega in una nota – c’è urgente bisogno di più controlli sulla sicurezza stradale, soprattutto nelle località turistiche più affollate in questo periodo, dove il grande afflusso di persone e mezzi richiede attenzione e prevenzione ancora maggiori, anche a tutela di chi, in quei luoghi, ci lavora ogni giorno”.
Nell’esprimere “vicinanza” alla famiglia di Riccardi, il parlamentare sottolinea che “non possiamo permettere che le vacanze di alcuni si trasformino in occasioni di lutto per chi lavora per renderle possibili”.
Riccardi era originario di Boscoreale e lavorava a Capri come macellaio stagionale. L’incidente si era verificato mentre rientrava a casa. Il conducente del taxi si era fermato a prestare i primi soccorsi.
Una morte che il senatore campano di Forza Italia, Francesco Silvestro, ha definito “inaccettabile. Bisogna chiarire ancora la dinamica dell’incidente ma – spiega in una nota – c’è urgente bisogno di più controlli sulla sicurezza stradale, soprattutto nelle località turistiche più affollate in questo periodo, dove il grande afflusso di persone e mezzi richiede attenzione e prevenzione ancora maggiori, anche a tutela di chi, in quei luoghi, ci lavora ogni giorno”.
Nell’esprimere “vicinanza” alla famiglia di Riccardi, il parlamentare sottolinea che “non possiamo permettere che le vacanze di alcuni si trasformino in occasioni di lutto per chi lavora per renderle possibili”.



















