Lui è un musicista. La sua postazione, diciamo così, artistica è su di una colonna di piperno a piazza Miraglia, a pochi passi dal Conservatorio di San Pietro a Majella, nel cuore del centro di Napoli. Il suo nome è David ed ha 50 anni. Vive con la sua musica, con le sue canzoni, con le sue parole e con le sue melodie che compone con la chitarra e con una voce che riesce a modulare in modo originale, facendo somigliare gli acuti a un’armonica. È da anni a Napoli, si esibisce in strada, vive raccogliendo le offerte della gente e molti sono i turisti che apprezzano sorpresi la sua arte. I commercianti e i residenti dei Decumani lo hanno, in pratica, adottato. Conosce proprio tutti e regala sorrisi e allegria.
“Sono a Napoli da alcuni anni – racconta ad Anteprima24 – mi sembra di vivere in famiglia, c’è sempre qualcuno che mi aiuta, mi sostiene, mi rincuora. Vivo di piccole cose, sono aggrappato alla città e alla sua gente”.
“Quando sono arrivato qui – continua – subito sono stato attratto dai Decumani, dalle strade del centro storico, dalle botteghe, e poi conosco tante persone che vivono con le loro case sulla strada e c’è sempre qualcuno che mi offre qualcosa anche da mangiare”.
Mentre chiacchieriamo, David s’interrompe perché da lontano vede un gruppo di turisti e, quasi in automatico, comincia a suonare e cantare. Per lo più una canzone che sembra una ninna nanna, una sorta di nenia che ammalia e colpisce l’attenzione del passante, il quale non esita a depositare una moneta. Un omaggio a quest’artista sorridente e disponibile con tutti. Un volto, però, che nasconde una storia non semplice.
“Sono nato e cresciuto in Nigeria – racconta David ad Anteprima24 –. Dopo aver fatto gli studi musicali ho tentato di crearmi una mia storia come artista nel mio Paese, ma è stato impossibile. Ben presto ho deciso di fuggire: il regime di Boko Haram ha messo a ferro e fuoco il Paese. Continuare a vivere da persona libera in Nigeria è pericoloso, si rischia la vita”.
Allora David si organizza, riesce a mettersi in viaggio e approda in Libia. “Sono rimasto lì per un bel po’ di tempo prima di riuscire a ripartire – sottolinea – poi finalmente sono approdato a Messina e ho vissuto lì qualche mese”.
“Forse il destino, il magnetismo: sentivo parlare di Napoli e allora ho capito dentro di me che era la città in cui vivere – ammette David –. Così il destino mi ha portato qui, in queste strade antiche circondate da monumenti, bellezze, arte e storia, ma anche da tanta vivacità, solidarietà e umanità”.
Nel salutarci, David però ci confida: “Mi mancano i miei familiari, quando riesco invio qualche risparmio a loro – conclude – il mio desiderio sarebbe quello di rivederli e riabbracciarli”.




















