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Ammissioni, confessioni, un palazzo che trema anche se ci sono tante mani che provano a sostenerlo sperando che il castello non crolli.

Le parole di Gennaro Santamaria stanno ricostruendo quello che è stato definito ‘sistema’. Soldi raccolti per il partito senza che Mastella ne sapesse qualcosa della provenienza, dichiarazioni dell’ex dirigente, concorsi con liste ballerine, piaceri ad amici e amici degli amici in barba a chi avrebbe avuto il diritto di sistemarsi dopo anni di sacrificio, tutta roba emersa dalle indagini e da verificare.

Insomma un quadro poco edificante all’interno di un’amministrazione che sta provando a resistere alle spallate della giustizia su racconti di un fiduciario, quindi un uomo di fiducia, a chi gliel’aveva accordata e che si è trasformato in un attimo nel ‘servo infedele che si fotte i soldi’.

Nulla di tutto ciò ha toccato l’attuale amministrazione che continua nel suo lavoro, prosegue nelle sue inaugurazioni e va avanti lungo il percorso amministrativo.

Non è stata scalfita neanche dalla manifestazione pubblica organizzata dall’opposizione che si è ritrovata nel salotto buono della città accompagnata da 300 persone con tanto di cartelli per chiedere le dimissioni. Saranno stati anche pochi, su questo non c’è dubbio, ma una manifestazione del genere non può essere denigrata per i soli numeri, va analizzata per la portata del messaggio. 

E’ puerile trovare il punto sul quale attaccare, provando a distogliere l’attenzione dalla sostanza. Insomma, mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito.

Chieste a gran voce le dimissioni di Mastella e alla fine ad andare via è stato Perifano, il capo dell’opposizione con l’idea di dare spazio ai giovani. Dare una martellata al muro del vicino e veder crollare il tuo, quello è il senso di questa azione che ha grande coerenza, va ammesso, perchè è stata portata avanti una ‘battaglia’ che non ha prodotto l’esito sperato e quindi, alla fine, è arrivato il passo indietro che chiude esperienza attuale e futura candidatura.

E allora basta, largo ai giovani, largo a idee fresche e nuove, largo a volti mai visti nella politica cittadina che, va detto, onestamente, stagna sui soliti noti, gente che prima sta di qua, poi va di là, poi si ferma in mezzo e poi ritorna all’origine come quei ‘giri immensi’ di Venditti.

Come detto, il saggio indica la luna e lo stolto guarda il dito, va bene anche in questo caso: il cambio di casacca può sembrare una novità amministrativa, un pieno di nuove idee e aria fresca, ma alla fine si dimentica che sono sempre le stesse persone e sempre gli stessi nomi che girano intorno alla ‘cosa pubblica’.

L’usato sicuro, il km0 della politica, macchine che sembrano nuove, ma di strade ne hanno fatte e buche ne hanno prese. Sono solo rattoppate per sembrare migliori.