Le dimissioni del consigliere comunale Luigi Diego Perifano, motivate dall’asserita perdita di rilevanza sostanziale del ruolo istituzionale, le conseguenze dell’inchiesta giudiziaria esplosa nella scorsa primavera, con l’arresto in flagranza di reato dell’ex dirigente comunale Gennaro Santamaria nell’ambito di una presunta e imponente rete di mazzette, e soprattutto l’avviso di garanzia notificato al presidente del Consiglio comunale Renato Parente. Sono stati questi gli elementi che hanno innescato un vivace e prolungato botta e risposta tra maggioranza e opposizione a Palazzo Mosti.
Alla seduta, presieduta da Parente, erano presenti i due soli esponenti dell’opposizione di centrosinistra: il democratico Giovanni De Lorenzo e il coordinatore cittadino del PSI Angelo Miceli. Per la destra era presente la consigliera Rosetta De Stasio. Gli altri consiglieri hanno partecipato alla seduta da remoto.
Un nuovo Consiglio comunale dopo l’esplosione dell’inchiesta giudiziaria non ha affrontato soltanto le questioni politiche legate alle vicende giudiziarie, ma ha discusso anche del PNRR, dello stato di avanzamento dei tre programmi di lavori pubblici, ancora lontani dalla conclusione, e del bilancio consolidato 2025.
A relazionare proprio su quest’ultimo punto è stata l’assessora comunale al Bilancio, Giovanna Razzano, che ha precisato: “Abbiamo un risultato positivo per circa 15 milioni di euro. La sola partecipata Gesesa chiude, come nel 2024, con una perdita di circa 2 milioni di euro, coperta dalla capofila Acea senza alcun costo a carico del Comune”.
A prendere per primo la parola è stato Miceli: “Le dimissioni di Perifano sono state una straordinaria lezione di stile, dignità politica, autorevolezza e rettitudine morale. Hanno dato lustro all’intera comunità e alla minoranza”.
Il consigliere socialista ha poi sferrato un duro attacco alla maggioranza: “Avete deciso di tirare a campare. Noi intendiamo onorare l’impegno per la trasparenza e il riscatto insieme a lui. Non arretreremo di un millimetro. Dimostreremo autorevolezza e rigore istituzionale, proprio come Perifano, di fronte a una maggioranza sorda e autoreferenziale.
Il nostro sdegno è totale per quella che rappresenta la pagina più buia degli ultimi anni: un cortocircuito che ha coinvolto il Consiglio comunale, con un suo componente raggiunto da un avviso di garanzia per reati gravissimi, come la corruzione, e che ha scelto deliberatamente di ignorare tutto.
Noi vogliamo tutelare il decoro di quest’aula, mentre il presidente Parente si rifugia in un silenzio arroccato. Il suo atteggiamento politico è stato conseguente: avrebbe voluto dimettersi dopo una riunione politica di maggioranza e non in Consiglio comunale, che dovrebbe essere un luogo neutrale e terzo, oltre che di garanzia.
La presidenza del Consiglio non è una pedina da barattare. Questo comportamento dimostra un totale disprezzo del patto sociale con i cittadini. Il presidente del Consiglio deve essere neutrale. Nel momento in cui non lo è, la sua posizione risulta compromessa. Mandiamo così un segnale di disaffezione, rabbia e perdita di fiducia da parte dei cittadini. Serve rispetto per le istituzioni”.
A prendere successivamente la parola è stata la consigliera comunale Rosetta De Stasio: “Bisogna servire le istituzioni e credere nelle istituzioni. Parente avrebbe dovuto dimettersi, se quella era la sua intenzione. Quella sarebbe stata la strada giusta. Successivamente, avremmo potuto respingere le dimissioni in Consiglio, perché è evidente che essere indagati non significa essere colpevoli, almeno per quanto mi riguarda”.
Polemico il sindaco Clemente Mastella nella replica alle osservazioni di Miceli: “Io ho intitolato una piazza a Craxi. Forse mi pento di ciò che ho fatto. Questo fuoco di passione che ho visto prima non l’ho visto quando è stato coinvolto anche l’ex sindaco Fausto Pepe. Non credo che Miceli sia il depositario della verità. Non c’è nessuno della Giunta indagato. Le valutazioni le abbiamo fatte”.
Il primo cittadino ha poi rincarato la dose, facendo riferimento anche alla posizione dell’ex consigliere provinciale del Pd Carmine Valentino, indagato ma candidato alle elezioni provinciali: “Il segretario provinciale del Pd era stato candidato al Consiglio provinciale. Dov’è la vostra morale?”.
Mastella ha quindi aggiunto: “Non ho visto manifesti da parte vostra per quello che è successo a Caserta o a Torre Annunziata. Non accetto lezioni da voi. Un avviso di garanzia non comporta automaticamente le dimissioni. Ho fede e fiducia nella giustizia”.
Il sindaco ha inoltre ribadito di non avere intenzione di stringere alleanze con il Pd cittadino in vista delle prossime elezioni amministrative. Una posizione alla quale il consigliere democratico Giovanni De Lorenzo ha replicato immediatamente: “Nessuno glielo ha chiesto”.
È toccato poi al presidente del Consiglio comunale Renato Parente intervenire per chiarire la propria posizione: “Ho proposto le dimissioni alla mia maggioranza, che avrebbe dovuto rinnovarmi la fiducia per ragioni di opportunità politica, ma sono state respinte. Nei prossimi giorni riferirò ulteriormente a chi di dovere in merito alla vicenda giudiziaria. Sono fiero del mio operato e spero di completare questo mandato in maniera molto serena.
Sono rimasto, però, molto male sul piano umano. Questa è un’aula composta da avvocati, che parlano di garantismo e tutela dei diritti, ma io non ho ricevuto lo stesso trattamento per quanto riguarda la mia persona. È stata una mortificazione assoluta. Io sono davvero garantista”.
Passando agli ordinari atti amministrativi, il bilancio è stato approvato a maggioranza con 19 voti favorevoli e 5 contrari.
La seduta è proseguita con la ratifica di due variazioni di bilancio e il riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio. Tutti i provvedimenti sono stati approvati a maggioranza.
La discussione si è poi nuovamente accesa sul PNRR, con particolare riferimento allo stato di avanzamento dei lavori per la ricostruzione della scuola Torre-Sala, della scuola Bosco Lucarelli e dell’ex Orsoline-Malies.
Su questo fronte De Lorenzo ha attaccato: “Un ordine del giorno presentato due mesi fa non è stato inserito nel precedente ordine del giorno, in violazione del regolamento del Consiglio comunale. Nei mesi scorsi l’Amministrazione aveva fornito rassicurazioni, anche alla luce delle proroghe concesse dai ministeri competenti. Tuttavia, le proroghe sono state di fatto disattese, così come i termini perentori.
Il presunto margine temporale del 31 ottobre 2026 è privo di qualsiasi riscontro. I tre cantieri appaiono ancora lontani da una possibile conclusione. In particolare, per la Torre-Sala mancano ancora interventi importanti. Per la Bosco Lucarelli, dopo oltre sette anni, non risulta ancora completato nulla. Quanto al Malies, continuano a permanere gravi disagi per cittadini e commercianti”.
Polemica anche la consigliera De Stasio: “Questi tre cantieri faranno la stessa fine del manufatto di piazza Duomo?”.
È quindi intervenuto l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Mario Pasquariello: “Faremo di tutto per portare a termine le opere: questa è la nostra intenzione. Per quanto riguarda l’intervento di ristrutturazione edilizia in via dell’Università, i lavori sono in corso, essendo stata ottenuta una proroga fino al 31 dicembre, ma contiamo di completarli entro marzo 2027. I tre interventi riguardano la scuola Bosco Lucarelli, finanziata con 8 milioni di euro, la Galleria Malies, con uno stanziamento di 14 milioni, e la Torre-Sala, con 16 milioni di euro”.
Sulla Torre-Sala, l’assessore Pasquariello ha precisato: “I lavori sono attualmente sospesi a causa di una variante. Si tratta di un’eventualità non preventivabile e che comporterebbe la necessità di reperire ulteriori fondi”. Ha poi aggiunto: “Mi auguro che, per l’anno scolastico 2027-2028, gli studenti possano tornare nella loro scuola”.
Per quanto riguarda l’ex Orsoline-Malies, l’assessore ha riferito che sono stati completati lavori per circa 8 milioni di euro. La conclusione degli interventi è prevista per marzo 2027, mentre per la Bosco Lucarelli il termine indicato è il 30 aprile 2027. Ha inoltre annunciato che, durante il periodo natalizio, sarà ripristinato il doppio senso di marcia.
Sulla questione è intervenuto anche il vicesindaco Francesco De Pierro, che ha spiegato: “Confidiamo che entro questo mese venga approvata la variante”.
Non si è fatta attendere la replica polemica di De Lorenzo: “Abbiamo riscontrato differenze rispetto a quanto dichiarato a giugno. Sono trascorsi cinque mesi dall’approvazione della variante e il cantiere è fermo da mesi proprio a causa di questa vicenda. È una presa in giro affermare che questi cantieri verranno riaperti a fine legislatura.
Come si pensa di reperire gli 8 milioni di euro necessari per il plesso scolastico Bosco Lucarelli? E il mutuo è stato effettivamente contratto? Affermare che l’anno prossimo gli studenti potranno tornare a scuola è una dichiarazione avventata. Per la Bosco Lucarelli i termini non sono stati rispettati. Siamo di fronte a opere incomplete, a interventi rimasti monchi”.





















