Una richiesta di “intervento urgente e chiarimenti sulla sospensione della didattica in presenza al Liceo Leon Battista Alberti“. La formula la Rete per la Sicurezza dei Minori e degli Adolescenti, in una pec al sindaco metropolitano Gaetano Manfredi e al prefetto Michele di Bari. Un intervento sollecitato da una rappresentanza di famiglie degli studenti. Alle autorità si richiama la “grave e prolungata criticità che coinvolge l’intera comunità scolastica”, costretta “da settimane a convivere con una condizione di incertezza che incide in modo significativo sul diritto allo studio e sul benessere psicofisico dei ragazzi“.
Il Liceo Alberti di via Pigna da due anni convive con lavori di riqualificazione, i cui pesanti disagi sono stati oggetto di una lettera pubblica della dirigente scolastica. Da un paio di settimane la situazione è perfino peggiorata. Causa perdita idrica, la scala antincendio si è in parte staccata dal muro, diventando inagibile. Da quel momento gli studenti dell’Alberti si sono dovuti dividere gli spazi del piano terra, unica area disponibile nell’immobile. La scala interna, infatti, è appena stata riconsegnata dopo i lavori: ma non è utilizzabile perché sarebbe l’unica via di fuga in caso di incendio. Risultato: appena un quarto dei circa mille studenti può frequentare la scuola. E comunque solo due volte a settimana, per tre ore. In pratica, quasi tutto l’istituto potrebbe ricorrere alla didattica a distanza. Sull’ipotesi, martedì è previsto un Consiglio di istituto. Tra le proposte circolanti, anche i turni mattina e pomeriggio (per massimo 480 studenti), o l’utilizzo di alcune classi dell’istituto Righi di Fuorigrotta (ore 15-19. Comunque un grosso problema, specie per chi deve preparare l’esame di maturità.
“A destare particolare preoccupazione – scrive la Rete per la Sicurezza – è la mancanza di informazioni istituzionali ufficiali, chiare e univoche in merito allo stato di sicurezza dell’edificio scolastico, unitamente all’assenza di indicazioni attendibili sulle tempistiche relative agli eventuali interventi di messa in sicurezza, competenza che ricade sulla Città Metropolitana”. Tale “vuoto informativo non consente alla comunità scolastica di comprendere se, come e quando sarà possibile la ripresa delle attività in presenza, alimentando un clima diffuso di apprensione, disorientamento e disagio”. Stando alla missiva, ad oggi, “non risultano adeguatamente condivisi gli esiti delle verifiche tecniche e dei sopralluoghi effettuati, né è stato chiarito l’effettivo stato strutturale dell’edificio”. Allo stesso modo, “non sono note le modalità, l’estensione e la durata – aggiunge la lettera – di eventuali interventi necessari, né risulta disponibile un cronoprogramma formalizzato che consenta di individuare tempi certi per il rientro in presenza”. In poche parole, questa condizione “rende impossibile qualsiasi previsione attendibile e compromette la capacità di programmazione della scuola e delle famiglie“.
A questo quadro si somma “la perdita di un numero rilevante di ore di lezione, con il concreto rischio di determinare disuguaglianze rispetto ad altri istituti del territorio”. Non meno rilevante è “il crescente disagio emotivo che coinvolge gli studenti, aggravato dal protrarsi dell’incertezza”. Per molti di loro riaffiora anche “una condizione percepita come emergenziale, che richiama esperienze di isolamento già vissute in passato“. Il passaggio evoca il lockdown pandemico, esperienza traumatica per le scuole. Esprimendo pieno sostegno alla preside Silvia Parigi e all’intera comunità educante, la Rete per la Sicurezza chiede alla Prefettura di promuovere con urgenza un tavolo di confronto tra tutti i soggetti competenti. Obiettivo è “fare piena chiarezza sulla situazione“. Alla Città Metropolitana di Napoli, ente proprietario dell’edificio, di “fornire informazioni ufficiali, dettagliate e tempestive, corredate da tempi certi, in merito allo stato di sicurezza della struttura e agli eventuali interventi necessari”. La Rete per la Sicurezza auspica l’attivazione di una comunicazione istituzionale “chiara, continua e trasparente, rivolta alle famiglie e alla comunità scolastica, idonea a ristabilire fiducia e serenità“.



















