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C’è grande fermento intorno alle lotte dei cittadini, sempre più appoggiati dai politici locali, per la liberalizzazione delle spiagge, per la fruizione senza ingressi limitati delle bellezze campane. 

Da pochissimi giorni la spiaggia di Palazzo Donn’ Anna ha ottenuto una importante vittoria al TAR, il tribunale che ha annullato le delibere del Comune e delle Autorità Portuali che imponevano limiti di orario e numero chiuso. La vittoria del Movimento Mare Libero crea uno spartiacque importantissimo in un periodo storico particolare. Se da un lato il diritto alle spiagge libere è garantito dalla legge, nella pratica non sempre viene rispettato. Secondo Legambiente, infatti, il 46% delle coste sabbiose è soggetto a erosione e il 7,2% è inquinato. Inoltre, le concessioni balneari stanno aumentando, con oltre 12.000 stabilimenti che occupano le spiagge, lasciando spesso pochi spazi liberi per i cittadini.

La regione Campania è una delle più critiche, con quasi il 70% delle spiagge occupate da stabilimenti balneari. Dopo le battaglie vinte in Costiera Sorrentina, sta tenendo banco la battaglia del sindaco di Bacoli, Josi Della Regione che ha denunciato un utilizzo improprio di una spiaggia che ospita esclusivamente militari. “Un lido militare che utilizzava almeno 3000 mq di spiaggia, senza pagare la Tari, facendo attività commerciale, sull’arenile tra Miseno e Miliscola, senza però pagare il dovuto alle casse municipali” si legge nella denuncia riportata anche sui social. L’attività commerciale si definiva di “prevalente interesse militare”, ecco perchè veniva sottratta alla libera e gratuita fruizione dei bagnanti.
Le attività di controllo che si sta portando avanti sulle aree demaniali che ogni anno vengono negate alla libera fruizione dei cittadini continuano incessantemente. Da Napoli a Salerno le lotte sono aperte.
La recente sentenza del Consiglio di Stato ha stabilito che le concessioni demaniali marittime non possono essere prorogate oltre il 2024. Ciò significa che molte spiagge potrebbero tornare libere, ma serve una normativa aggiornata e coerente per garantire il diritto alle spiagge libere per tutti. E soprattutto tanto supporto istituzionale locale.